C'è sempre qualcuno in casa che alza il termostato e qualcuno che lo abbassa. La temperatura giusta, però, non è una questione di gusti: esistono soglie precise che rendono tutto più semplice, per il comfort, per la salute e per i consumi.
Quanti gradi tenere in casa durante l’anno?
Non esiste un unico valore valido per tutti i mesi. La temperatura ideale in casa cambia con le stagioni, e anche nel corso della stessa giornata. Le soglie che seguono aiutano a orientarsi, stanza per stanza e stagione per stagione.
Quanti gradi bisogna avere in casa in inverno?
La normativa italiana (D.P.R. 74/2013) fissa a 20°C la temperatura massima consentita negli ambienti riscaldati nelle abitazioni private con una tolleranza di +2ºC. Non è un limite teorico: è il valore che garantisce comfort termico a chi è vestito normalmente e svolge attività sedentaria, senza sovraccaricare gli impianti.
In pratica, la temperatura ideale in casa in inverno si colloca tra 18 e 21°C, nell’equilibrio tra comfort e risparmio energetico. Scendere sotto i 18°C non è consigliabile e salire oltre i 21°C non aggiunge benessere, ma aumenta i consumi in modo sensibile: ogni grado in meno di riscaldamento corrisponde a un risparmio fino al 10% sui consumi di combustibile secondo dati di ENEA.
La notte, la soglia può abbassarsi a 16-17°C senza perdere in comfort. Nei riscaldamenti centralizzati, infatti, di solito lo spegnimento è programmato per le ore serali, per poi riaccendersi al mattino. Anche nelle abitazioni autonome è consigliabile abbassare la temperatura del termostato: una casa fresca di notte favorisce la qualità del sonno.
Temperatura ideale in casa in estate
D'estate il ragionamento si capovolge. Il condizionatore abbassa la temperatura interna, ma il punto non è raffrescare il più possibile: è mantenere uno scarto ragionevole rispetto all'esterno.
La temperatura ideale in casa in estate si aggira intorno a 24-26°C. Andare sotto i 22°C non è consigliabile: il corpo fatica a gestire i repentini cambi di temperatura tra interno ed esterno, con possibili effetti sulla salute.
Anche in questo caso, ogni grado in meno chiesto al condizionatore si traduce in un consumo aggiuntivo ma non in comfort in più: spesso bastano 2 o 3ºC in meno rispetto alla temperatura esterna per sentire sollievo.
Autunno e mezze stagioni
Le stagioni di mezzo pongono un problema diverso: la temperatura esterna oscilla, e magari non hai ancora attivato l'impianto di riscaldamento o non è ancora permesso farlo per legge, visto che l'accensione dei termosifoni è regolata per zona climatica.
Verso fine autunno e inizio primavera, con temperature esterne tra 10 e 16°C, la casa può raffreddarsi rapidamente, specialmente di sera. Alcune strategie aiutano a gestire il comfort senza accendere l'impianto:
- sfruttare il calore del sole di giorno, tenendo le tende aperte sulle finestre esposte a sud;
- chiudere le tende di sera per ridurre le dispersioni;
- usare il vestiario come primo strumento di regolazione termica: questa è una buona pratica in ogni momento dell’anno.
Quando l'impianto di riscaldamento può essere acceso, una soluzione pratica è impostare sul termostato una temperatura minima di soglia, per esempio 17°C, così che il riscaldamento si attivi automaticamente solo se la casa scende sotto quel valore, per qualche ora, senza mandare tutto a regime.
Chi ha una pompa di calore può sfruttarla in modo ancora più flessibile: è la soluzione più efficiente nelle mezze stagioni, perché lavora bene anche con temperature esterne relativamente basse e consente di intervenire con precisione senza consumare come un impianto a pieno carico.
Quando 17 o 22 gradi possono essere troppi o troppo pochi
Le soglie valgono in condizioni standard. Ma la percezione del comfort dipende anche da umidità relativa, velocità dell'aria e attività fisica.
Con un'umidità relativa alta, la percezione del caldo aumenta in estate e quella del freddo si accentua in inverno. Una casa a 20°C con il 75% di umidità può sembrare più fredda di una a 18°C con il 50%. Il controllo dell'umidità è parte integrante del comfort termico, tanto quanto la temperatura stessa.
Lo stesso ragionamento vale per l’inverno: 17°C possono essere troppo freddi se l'umidità è alta, mentre 22°C possono essere eccessivi se l'aria è molto secca (come spesso accade con il riscaldamento centralizzato). Un rimedio semplice ed economico sono gli evaporatori per termosifoni: i contenitori d'acqua da appendere ai caloriferi che rilasciano vapore acqueo nell'aria e aiutano a mantenere un'umidità più equilibrata.
Temperatura ideale per le diverse stanze
Non tutta la casa ha le stesse esigenze. Regolare la temperatura stanza per stanza è uno dei modi più efficaci per ottimizzare i consumi senza rinunciare al benessere.
Zona giorno, cucina, bagno e camera da letto
Il soggiorno e la zona pranzo, dove si trascorre la maggior parte del tempo in posizione seduta o in piedi, si trovano bene tra 19 e 21°C in inverno.
La cucina produce calore durante la cottura, quindi basta mantenerla intorno a 18°C: il fuoco e il forno compensano facilmente. Il bagno è un caso a sé: la sensazione di freddo durante la doccia o il bagno è amplificata dall'acqua, quindi 20-22°C rappresentano il minimo accettabile, soprattutto se ci sono bambini.
La camera da letto è la stanza in cui il risparmio è più immediato senza sacrificare il comfort. La temperatura ideale per dormire si colloca tra 16 e 18°C. Il corpo durante il sonno abbassa leggermente la temperatura interna, e un ambiente fresco favorisce l'addormentamento e la qualità del riposo.
Dormire in una stanza a 21-22°C non solo aumenta i consumi inutilmente, ma può peggiorare la qualità del sonno, in particolare nelle fasi più profonde.
Come risparmiare energia mantenendo una temperatura ideale in casa
Mantenere le temperature giuste è già un passo significativo. Ma il vero risparmio si ottiene quando l'impianto lavora in modo intelligente, senza picchi inutili. Alcuni comportamenti possono fare subito la differenza:
- non alzare il termostato oltre la soglia target nella speranza di scaldare prima: gli impianti a radiatori non funzionano così e bisognerà poi raffreddare l'eccesso;
- evitare di ventilare troppo a lungo in inverno: dieci minuti bastano per il ricambio d'aria; lasciare le finestre aperte per ore disperde tutto il calore accumulato;
- programmare l'impianto per abbassare la temperatura di notte e nelle ore di assenza: anche solo 3-4 gradi in meno per otto ore producono un risparmio visibile nel tempo.
Termostato, valvole e ricambio d’aria: cosa controllare
La temperatura ideale si raggiunge più facilmente quando gli strumenti di controllo funzionano bene.
Il termostato è il punto di partenza. Un termostato intelligente permette di programmare fasce orarie diverse per ogni giorno della settimana, adattando il riscaldamento alle abitudini reali della casa. In questo modo si evitano sia le accensioni inutili sia le situazioni in cui si torna a casa al freddo.
Le valvole termostatiche aggiungono un livello di controllo in più: permettono di regolare la temperatura stanza per stanza, evitando di riscaldare uniformemente spazi con esigenze diverse.
Un aspetto spesso trascurato è il ricambio d'aria. Arieggiare la casa non significa perdere calore: una ventilazione breve e intensa (5-10 minuti con le finestre completamente aperte) è più efficiente di un'apertura prolungata e riduce l'umidità interna, migliorando la qualità dell'aria e la percezione del comfort. In estate, arieggiare nelle ore più fresche (mattina presto o tarda sera) abbassa la temperatura interna senza usare il condizionatore.
Cosa quando si imposta la temperatura in casa
Il primo errore comune è già stato citato: alzare troppo il termostato pensando di scaldarsi prima. Ma ce ne sono altri, meno ovvi:
- impostare un'unica temperatura per tutta la casa tutto il giorno anche quando si sta fuori per ore;
- trascurare la manutenzione della caldaia compromette l'efficienza dell'impianto: una caldaia in cattive condizioni consuma più energia per produrre lo stesso calore. Anche come viene impostata la caldaia può aiutare a ridurre i consumi;
- in estate, l'errore più comune è impostare il condizionatore a temperature troppo basse, ma ci sono tanti modi per usare il condizionatore riducendo i consumi senza compromettere il comfort;
- non considerare l'orientamento delle stanze e l'isolamento porta a compensare con l'impianto ciò che si potrebbe gestire con le proprie abitudini. Una stanza esposta a nord perde calore più velocemente: saperlo aiuta a capire dove regolare le valvole, senza dover alzare il termostato.
Temperatura ideale in ufficio
Negli ambienti di lavoro la normativa è più stringente rispetto alle abitazioni private. Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce che la temperatura degli uffici deve essere adeguata all'attività svolta, e le linee guida INAIL indicano un intervallo di 18-22°C per il lavoro sedentario in inverno.
In estate, i sistemi di climatizzazione negli uffici tendono a essere impostati troppo in basso: temperature intorno a 20-21°C sono comuni, ma creano disagio e aumentano i consumi inutilmente. La soglia consigliata è la stessa delle abitazioni (24-26°C) con attenzione particolare agli sbalzi tra interno ed esterno, soprattutto per chi entra ed esce frequentemente.
Negli spazi condivisi, la gestione della temperatura è spesso una fonte di conflitto: la soluzione più efficace non è trovare un compromesso al ribasso, ma intervenire su umidità, ricambio d'aria e orientamento delle postazioni rispetto alle fonti di calore o alle correnti del condizionatore.
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