La durata di un condizionatore non dipende solo dagli anni di utilizzo, ma anche da manutenzione, qualità del dispositivo e frequenza d’uso.
In media, un condizionatore dura dai 10 ai 15 anni, trascorsi i quali le sue performance energetiche possono iniziare a calare. Tuttavia, consumi più alti, prestazioni ridotte o guasti frequenti possono indicare che è il momento di valutare la sostituzione.
Ecco un breve guida per capire quanto dura un condizionatore e quando è giunto il momento di sostituirlo.
Quanti anni dura in media un condizionatore?
La durata media di un condizionatore è legata ad una serie di fattori, tra cui:
- la qualità dei componenti
- la manutenzione cui è stato sottoposto
- l'intensità di utilizzo.
In generale, un condizionatore ben mantenuto può durare da 10 a 15 anni. Tuttavia, può rendersi necessario sostituire alcuni componenti anche prima che l'impianto arrivi a fine vita.
Quali fattori incidono sulla durata di un condizionatore?
I fattori che possono influire sul ciclo di vita utile di un condizionatore sono diversi. Tra i principali rientrano:
- la qualità del marchio e del prodotto. Un dispositivo efficiente, dotato di componenti interni di qualità (compressore, evaporatore, valvola di espansione, etc.), oltre ad avere un minore impatto ambientale, garantisce una maggior durata negli anni
- le condizioni di utilizzo. La vita utile del condizionatore può essere influenzata dalle condizioni ambientali in cui il sistema opera, come: temperature esterne, umidità, clima particolarmente rigido
- la frequenza di utilizzo: un uso intensivo può causare un'usura accelerata dei componenti interni e ridurre la sua vita utile;
- la manutenzione: una manutenzione regolare del sistema (pulizia di filtri e griglie, verifica dei livelli del refrigerante, lubrificazione dei componenti mobili) può contribuire a prolungare la vita del condizionatore.
Come far durare il condizionatore di più?
Alcune abitudini possono allungare la durata media di un condizionatore e aiutare l’impianto a lavorare in modo più efficiente nel tempo, per esempio:
- pulire i filtri regolarmente: almeno una volta al mese durante i periodi di utilizzo intensivo. A fine stagione, una pulizia in profondità da parte di un tecnico riduce lo sforzo del compressore e mantiene le prestazioni stabili. La pulizia può includere a griglie, unità interna, unità esterna e scarico della condensa
- evitare le impostazioni estreme. Una temperatura di 24-26 gradi centigradi è la temperatura ideale in casa: è sufficiente per il comfort e alleggerisce il carico sui componenti interni. Spesso basta impostare anche solo 2 o 3 gradi centigradi in meno rispetto alla temperatura esterna per sentirsi bene
- usare timer, modalità Eco o deumidificazione quando possibile: queste funzioni aiutano a evitare un utilizzo continuo o eccessivo del condizionatore
- non ostacolare il flusso d’aria: tende, mobili, polvere o oggetti vicino allo split possono ridurre l’efficienza del sistema. Anche l’unità esterna dovrebbe restare libera da foglie, sporco e altri ostacoli, così da garantire una corretta ventilazione
- spegnere il condizionatore quando non si è in casa. Lasciarlo in standby per ore incide sull'usura a lungo termine più di quanto si pensi
- controllare il posizionamento dell'unità esterna e tenerla pulita: se installata all'ombra o al riparo dalla luce diretta, lavora in condizioni meno gravose, soprattutto nei mesi più caldi
- prenotare una verifiche periodiche: un tecnico qualificato può intercettare piccoli problemi prima che diventino costosi e prolungare notevolmente la vita del condizionatore.
Quando il climatizzatore è da cambiare?
Per capire se è giunto il momento di sostituire il condizionatore, valutando l'acquisto di un modello più recente, è opportuno prendere in considerazione alcuni segnali:
- diminuzione delle performance: l'impianto non raffredda in maniera efficace come prima a causa del deterioramento dei componenti interni, oppure non è più in grado di mantenere la temperatura costante
- maggiori consumi: un aumento insolito nelle bollette energetiche, legato ai consumi del condizionatore, potrebbe rappresentare un campanello d'allarme e indicare che il dispositivo non riesce più a raffrescare la casa in modo economicamente ed ecologicamente sostenibile
- rumorosità: se, negli anni, il livello di rumorosità del tuo condizionatore aumenta, o se diventano sempre più frequenti rumori strani come sibili e cigolii, potrebbero essersi verificati problemi e guasti che richiedono la sostituzione di singole parti o dell'intero sistema
- formazione di umidità in casa e macchie di muffa sono altri segnali che denotano un malfunzionamento del condizionatore. In questo caso, le conseguenze possono essere dannose anche per la salute
- frequenza delle riparazioni: se il condizionatore richiede interventi frequenti nonostante una manutenzione regolare, probabilmente il suo ciclo di vita è giunto al termine e può essere più conveniente sostituirlo piuttosto che effettuare altre riparazioni.
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