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Sugar tax e plastic tax: cosa sono e quando entrano in vigore

Sugar tax e plastic tax - A2A Energia

Negli ultimi anni si è parlato molto di sugar tax e plastic tax, ma cosa sono davvero e perché sono state introdotte? Queste due misure nascono con un obiettivo chiaro: guidare il sistema produttivo, e in parte i consumatori, verso scelte più sostenibili: meno zuccheri aggiunti nelle bevande, meno plastica monouso negli imballaggi. Si tratta di strumenti che vogliono accompagnare una trasformazione già in atto: quella verso modelli produttivi più attenti alla salute delle persone e all’ambiente. Vediamo insieme cosa prevedono nel dettaglio.

Sugar tax e plastic tax: Origini e obiettivi comuni

La sugar tax in Italia è stata introdotta nella Legge di Bilancio 2020 con l’obiettivo di ridurre il consumo di bevande con zuccheri aggiunti.

La plastic tax, invece, nasce per dare attuazione alla Direttiva UE SUP - Single Use Plastics, con lo scopo di ridurre la produzione e l’utilizzo di plastica monouso, uno dei principali fattori di inquinamento ambientale.

Anche se intervengono su ambiti diversi, le due imposte condividono una filosofia:

  • stimolare l’innovazione, spingendo le aziende a riformulare prodotti o ripensare imballaggi;
  • incentivare abitudini più sostenibili, sia nella produzione sia nel consumo.

Sono dei veri e propri strumenti di transizione che offrono una grande opportunità per le imprese: rivedere processi e prodotti in chiave più sostenibile e dimostrare in modo concreto il proprio impegno verso clienti, partner e mercato.

Sugar tax: come funziona e quali prodotti riguarda

Entriamo nel concreto e capiamo chi dovrebbe pagare la sugar tax e su quali prodotti.

Chi paga e quando nasce l’obbligo

La sugar tax, anche se è stata introdotta formalmente nel 2020, ha subìto numerosi rinvii e risulta ancora sospesa, segno della complessità applicativa e delle forti perplessità espresse dal settore produttivo. Quando entrerà pienamente in vigore, l’imposta non graverà direttamente sul consumatore finale, ma sui soggetti che immettono le bevande nel mercato italiano. In particolare:

  • paga il fabbricante nazionale che produce in Italia e vende a consumatori o rivenditori;
  • nel caso di produzione “per conto terzi”, l’obbligo ricade sul committente che commercializza il prodotto, non sul produttore materiale;
  • per le bevande provenienti da altri Paesi UE, paga l’acquirente italiano che le riceve nel proprio deposito;
  • per le importazioni da Paesi extra-UE, l’imposta è dovuta dal soggetto che effettua l’importazione definitiva.

Aliquota e calcolo

L’imposta della sugar tax è calcolata così:

  • 10 € per ettolitro per le bevande già pronte al consumo;
  • 0,25 € per chilogrammo di prodotto nel caso di polveri o concentrati.

Si applica solo alle bevande con:

  • zuccheri aggiunti o edulcoranti superiori a 25 grammi per litro (bevande pronte);
  • oppure oltre 125 grammi per chilogrammo (concentrati).

Il criterio è fiscale ma anche nutrizionale: l’idea è scoraggiare formulazioni ad alto contenuto zuccherino, incentivando alternative più equilibrate.

Prodotti interessati dalla sugar tax

La sugar tax, come detto, è un intervento mirato sulle bevande analcoliche con zuccheri aggiunti. Rientrano quindi:

  • bibite gassate zuccherate;
  • tè freddi;
  • bevande energetiche;
  • succhi con zuccheri aggiunti;
  • preparati liquidi o in polvere per bevande.

Plastic tax: cos'è e cosa si intende per MACSI

Se la sugar tax interessa la salute, la plastic tax guarda agli imballaggi. E qui entra in gioco un acronimo poco noto ma centrale: MACSI.

MACSI significa Manufatti con Singolo Impiego e si tratta di:

  • contenitori
  • imballaggi
  • protezioni per merci o alimenti realizzati in plastica e progettati per essere utilizzati una sola volta. 

L’imposta è fissata a 0,45 € per chilogrammo di plastica contenuta nel manufatto.

Aliquota e principali esclusioni della plastic tax

La base imponibile è il peso netto della plastica presente nel MACSI. Ma non tutta la plastica è tassata. Sono escluse dal calcolo:

L’intento è premiare chi investe in materiali alternativi e in economia circolare, senza penalizzare settori come quello sanitario.

Cosa cambia davvero con sugar tax e plastic tax? Impatto per le imprese

Dal punto di vista delle imprese, le due imposte comportano una revisione delle filiere produttive. Allo stesso tempo, queste misure possono accelerare:

  • la riformulazione delle bevande con meno zuccheri;
  • l’adozione di imballaggi riciclati o riutilizzabili;
  • investimenti in ricerca e innovazione.

Il vero nodo, secondo molti osservatori, è la disponibilità di alternative tecnicamente ed economicamente sostenibili. Senza opzioni valide, il rischio è che la tassa diventi solo un costo aggiuntivo, senza reali benefici ambientali o sanitari.

Quando entrano in vigore e perché si parla di rinvio

La sugar tax e la plastic tax hanno avuto un percorso travagliato. Inizialmente previste per luglio 2020, sono state rinviate più volte prima al 2024, poi a luglio 2025, al 1º gennaio 2026. Successivamente sono state sterilizzate fino al 31 dicembre 2026 con entrata in vigore prevista dal 1º gennaio 2027

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