Passare a una flotta aziendale elettrica porta vantaggi concreti su ambiente e immagine dell'azienda, ma da dove si comincia? In questa guida vediamo tutto il processo nel dettaglio, dalla scelta dei veicoli da sostituire e la gestione della ricarica, fino agli incentivi disponibili oggi.
Cosa significa passare a una flotta aziendale elettrica e quali sono i vantaggi?
Passare a una flotta aziendale elettrica significa sostituire i veicoli a motore termico dell'organizzazione con auto, furgoni o altri mezzi di trasporto interamente elettrici. Questo cambiamento riguarda sia le auto assegnate a dipendenti e manager, sia eventuali veicoli commerciali utilizzati per consegne e assistenza tecnica.
Questo cambiamento non risponde solo a una scelta di sostenibilità, ma è sempre più influenzato da norme europee che spingono le grandi imprese ad aumentare la quota di veicoli a zero emissioni nelle proprie flotte. In Italia, entro il 2030 almeno il 45% delle nuove auto aziendali dovrà essere a zero emissioni, con obiettivi ancora più stringenti dal 2035.
In questo contesto, l’elettrico porta con sé vantaggi concreti che vanno oltre la reputazione sostenibile dell’azienda:
- sono disponibili diverse agevolazioni fiscali sull'acquisto, come la deducibilità dei costi e la detrazione IVA, con percentuali che variano in base all'uso del veicolo (se è esclusivamente aziendale o no)
- in molte regioni italiane è prevista l'esenzione dal bollo temporanea o permanente
- in molte città l'accesso alle zone a traffico limitato resta agevolato per i veicoli elettrici rispetto a quelli tradizionali, anche se le regole variano da comune a comune e possono cambiare nel tempo
In generale è un passaggio con un impatto concreto su tanti aspetti della gestione quotidiana: dalla scelta dei fornitori e dei contratti di rifornimento, fino alla selezione e la gestione dei mezzi. Per questo richiede un approccio strutturato.
Da dove iniziare per elettrificare la flotta aziendale?
Ogni azienda ha una flotta diversa per dimensione, utilizzo e budget, e il percorso di elettrificazione va pensato su misura.
Analizzare veicoli, percorrenze, soste e fabbisogni
Prima di prendere qualsiasi decisione serve avere un quadro completo della situazione attuale:
- quanti veicoli compongono la flotta?
- da quanti anni sono in uso i veicoli della flotta?
- quali percorrenze medie affrontano ogni giorno?
Una volta eseguita un’analisi adeguata si può iniziare a capire quanto spesso i mezzi restano fermi, quanta autonomia serve e, soprattutto, come è possibile gestire le soste di ricarica senza intralciare l’operatività.
Questo è un passaggio essenziale perché un’auto assegnata a usata per trasferte e incontri con i clienti ha esigenze diverse rispetto a un furgone per le consegne e non esiste una soluzione unica per tutti i bisogni.
Scegliere i mezzi e pianificare una transizione graduale
Le conclusioni dell'analisi aiutano a guidare la scelta dei modelli in base ad autonomia e tempi di ricarica necessari.
Un consiglio generale è di procedere con la sostituzione della flotta progressivamente: oltre ad aiutare a gestire la spesa in modo graduale, permette di verificare, su un numero contenuto di mezzi, se autonomia e tempi di ricarica seguono davvero le esigenze quotidiane dell’organizzazione. Procedere per fasi, magari partendo dai veicoli più datati, può essere utile per correggere eventuali criticità prima di estendere la scelta a tutta la flotta.
Infine, per una transizione efficace, è importante coinvolgere soprattutto chi viene impattato in prima persona, con formazione su abitudini di ricarica e guida.
Come progettare la ricarica di una flotta aziendale elettrica?
La ricarica condiziona direttamente la disponibilità dei mezzi e l'organizzazione delle attività quotidiane, per questo richiede molta attenzione e una pianificazione accurata. A occuparsene è di solito il fleet manager, la figura che si occupa della gestione operativa dei veicoli aziendali, dalla scelta dei mezzi alla pianificazione della ricarica.
Colonnine di ricarica in sede, a casa e sulla rete pubblica
Le soluzioni principali sono tre:
- ricarica in azienda: permette di pianificare le sessioni di ricarica nei momenti di minor consumo energetico. Ci sono due strade percorribili:
- colonnine di proprietà, per avere il pieno controllo sui costi e sull’energia nel tempo. Se presente, è possibile integrare l’impianto con il fotovoltaico aziendale.
- noleggio operativo o partnership con un operatore esterno, per evitare di affrontare un investimento iniziale rilevante: l’operatore esterno installa e gestisce le colonnine in cambio di un canone.
- ricarica pubblica: indispensabile per i veicoli che percorrono molti chilometri o lavorano prevalentemente fuori sede. Per gestirla in modo efficiente conviene:
- stipulare accordi con operatori dedicati che offrono sconti tariffari legati ai volumi di ricarica
- distribuire tessere o credenziali agli autisti, per una gestione centralizzata con rendicontazione semplice e unificata dei consumi
- ricarica domestica: utile per chi ha a disposizione un veicolo aziendale anche fuori dall’orario lavorativo. L’azienda può decidere di gestire questa soluzione in tre modi:
- installazione diretta: una wallbox e un contatore dedicato fatturato all’impresa, senza rimborsi da gestire con il dipendente
- rimborso, con un forfait e mensile o basato sui consumi reali
- full service con gestore esterno, che si occupa di installazione, rimborsi automatici e reportistica centralizzata
Combinare più soluzioni è ormai un approccio diffuso nella gestione delle flotte elettriche perché riduce la spesa iniziale, aiuta a tenere sotto controllo i costi energetici nel tempo e permette di avere più alternative disponibili in ogni momento.
Per dimensionare l'infrastruttura in azienda serve approfondire il lavoro di analisi iniziato nella prima fase. Buona prassi è farsi affiancare da tecnici qualificati per evitare sia impianti sottodimensionati, che creano colli di bottiglia, sia investimenti sovradimensionati che potrebbero pesare sul bilancio.
Quanto costa elettrificare la flotta aziendale?
Non esiste una cifra unica: il costo dell'elettrificazione dipende da quanti veicoli si sostituiscono e da quale tipologia si sceglie. Il costo di un veicolo elettrico resta generalmente più alto rispetto a un equivalente endotermico al momento dell'acquisto, ma il conto cambia se si guarda al costo complessivo lungo tutta la vita del mezzo, quello che viene chiamato “costo totale di possesso”.
Anche la scelta dell'infrastruttura di ricarica ha un impatto sul costo: installare colonnine in azienda richiede un investimento iniziale più consistente, mentre affidarsi al noleggio operativo o a un operatore esterno distribuisce la spesa su un canone periodico, riducendo l'esborso immediato ma con un costo complessivo diverso nel lungo periodo.
Le opzioni disponibili oggi sul mercato permettono di trovare la soluzione più adeguata a ciascuna situazione sia a livello gestionale, sia a livello economico.
Quali sono gli incentivi per le flotte aziendali elettriche?
Il quadro degli incentivi, crediti d’imposta e contributi regionali o nazionali per le imprese che scelgono di elettrificare la propria flotta è in continua evoluzione, quindi vale sempre la pena verificare la disponibilità aggiornata sui portali ufficiali prima di procedere.
Tra gli strumenti che possono essere utilizzati dalle PMI rientrano l’esenzione o la riduzione del bollo, secondo le disposizioni regionali, la detraibilità dell’IVA e la deducibilità dei costi, che variano in base all’utilizzo del veicolo. Anche il trattamento fiscale del fringe benefit può risultare più favorevole per le auto aziendali totalmente elettriche.
Anche il Conto Termico 3.0 può contribuire ai costi delle infrastrutture di ricarica aziendali, ma solo se l’installazione è realizzata congiuntamente alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente con pompe di calore elettriche. Non è quindi un incentivo accessibile per la sola ricarica, ma può essere utile da valutare se l’azienda ha già in programma un intervento di questo tipo.
Alcuni incentivi hanno inoltre una componente regionale: la Lombardia, ad esempio, mette a disposizione di PMI ed enti del terzo settore un contributo a fondo perduto per la sostituzione di veicoli inquinanti con mezzi a zero o bassissime emissioni. È possibile verificare se esistono misure simili attive al momento presso la propria Regione o la Camera di Commercio
Perché gestire e monitorare consumi ed emissioni?
Una flotta elettrica genera dati continui su consumi, percorrenze e utilizzo dei veicoli, informazioni che possono trasformarsi in leva concreta per ottimizzare la gestione quotidiana. Tenere traccia di questi dati aiuta a capire dove intervenire per ridurre sprechi e a pianificare meglio le ricariche.
Le emissioni della mobilità aziendale, inoltre, stanno diventando parte della rendicontazione di sostenibilità che sempre più imprese sono chiamate a produrre, distinguendo tra le emissioni dirette dei veicoli di proprietà e quelle indirette legate all'energia usata per la ricarica. Monitorare consumi e chilometraggi non serve solo a contenere i costi, ma anche a documentare in modo trasparente il contributo della flotta alla strategia ambientale dell'azienda.
Le soluzioni A2A per la flotta aziendale elettrica
Affrontare l'elettrificazione della flotta aziendale significa mettere insieme tanti tasselli, e in A2A abbiamo affrontato questa sfida in prima persona, avviando la transizione della nostra flotta verso veicoli esclusivamente elettrici. Proprio grazie a questo percorso interno siamo oggi in grado di affiancare le imprese con infrastrutture di ricarica, progettazione e servizi dedicati ai fleet manager, condividendo un'esperienza sul campo che rende le nostre soluzioni ancora più concrete.
Tra le proposte disponibili, A2A e-fleet riunisce in un'unica offerta le infrastrutture, la gestione delle ricariche dei dipendenti e un servizio di rendicontazione integrato con i sistemi di amministrazione dell'azienda. Chi cerca invece una soluzione più mirata alla ricarica in sede può contare su soluzioni e servizi per la ricarica in azienda, con installazione, monitoraggio dei punti di ricarica e un'app dedicata ai dipendenti.
Favorire l'elettrificazione delle flotte aziendali è anche un investimento sul sistema. Le aziende che acquistano veicoli elettrici in modo regolare e programmato generano una domanda costante, che sostiene l'intera filiera della mobilità elettrica. Un ricambio più rapido di questi veicoli, inoltre, alimenta il mercato dell'usato elettrico, contribuendo a rendere la mobilità elettrica più diffusa e accessibile.
Se la tua azienda sta valutando questo passaggio, compila il form per parlarne con un nostro consulente e scoprire la soluzione più adatta.
Vuoi sapere di più su A2A e-fleet?
Lasciaci i tuoi dati, ti ricontatteremo per darti tutti i dettagli e guidarti passo dopo passo nell’attivazione.