I prodotti che compriamo ogni giorno hanno un impatto sull’ambiente ben prima di arrivare a casa nostra e continuano ad averlo anche quando ce ne liberiamo. Dalla scelta delle materie prime allo smaltimento finale, ogni fase conta. Per questo l’ecodesign, o progettazione ecocompatibile, è diventato un pilastro fondamentale per ridurre sprechi, consumi e inquinamento. Ma che cos’è davvero?
Cos’è e perchè interessa anche te?
L’ecodesign è un approccio che considera l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita di un prodotto: dalla produzione, al trasporto, all’uso, fino allo smaltimento o al riciclo. È un cambio di prospettiva importante: invece di intervenire “a valle” per correggere i danni ambientali, l’idea è di lavorare a monte, prima ancora che il prodotto esista, per far sì che sia:
- più efficiente dal punto di vista energetico;
- più durevole e resistente nel tempo;
- più facile da riparare, aggiornare e mantenere;
- realizzato con meno risorse e/o più materiali riciclati;
- più semplice da smontare e riciclare a fine vita.
Oltre a ridurre i consumi energetici e facilitare il riciclo, l’ecodesign è anche uno strumento potente contro l’obsolescenza programmata. Uno smartphone o una lavatrice progettati in questo modo possono durare più a lungo, riducendo sia le spese personali sia l’impatto ambientale legato alla produzione e allo smaltimento di nuovi dispositivi.
Il Regolamento Ecodesign per Prodotti Sostenibili
Per rendere questo approccio davvero concreto, l’Unione Europea ha introdotto il Regolamento Ecodesign per Prodotti Sostenibili (ESPR), una norma pensata per portare la sostenibilità al centro della progettazione dei prodotti. L’obiettivo è fare in modo che i prodotti più sostenibili diventino lo standard, non l’eccezione.
Con l’ESPR, i criteri dell’ecodesign non riguardano più solo alcuni elettrodomestici, ma vengono estesi a quasi tutti i prodotti fisici che troviamo nella vita di tutti i giorni: dai vestiti agli arredi, dagli smartphone ai dispositivi elettronici. In pratica, sempre più oggetti dovranno essere progettati per durare di più, consumare meno risorse ed essere più facili da riparare e riciclare.
Il regolamento ha introdotto anche nuovi strumenti per aumentare la trasparenza e ridurre gli sprechi lungo tutta la filiera. Tra le novità più interessanti ci sono il Passaporto Digitale del Prodotto e le misure contro la distruzione dell’invenduto.
Il Passaporto Digitale del Prodotto: più trasparenza per chi compra
Un nuovo elemento chiave che verrà introdotto con il regolamento è il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP). Si tratta di una “carta d’identità digitale” che accompagna l’oggetto e raccoglie informazioni utili sulla sua sostenibilità, come:
- materiali utilizzati e loro origine;
- durata prevista e possibilità di riparazione;
- modalità di riciclo e riuso;
- impatto ambientale durante tutto il ciclo di vita.
Il DPP sarà consultabile online al momento dell’acquisto per rendere più facile confrontare prodotti simili e fare scelte consapevoli, senza dover decifrare etichette poco chiare o affidarsi solo alla pubblicità.
Nuove regole per fermare la distruzione dei prodotti invenduti
Un altro aspetto concreto della nuova progettazione ecocompatibile riguarda la gestione dei prodotti invenduti. Purtroppo, ad oggi, molte aziende distruggono beni non venduti, soprattutto abiti e scarpe, sprecando risorse preziose. Per la prima volta l’ESPR introduce un divieto sulla distruzione dell’invenduto, che riguarderà inizialmente tessili e calzature. Altre categorie potrebbero essere aggiunte in futuro, se necessario. In più, con le nuove regole, le grandi aziende europee dovranno dichiarare sul proprio sito quanti prodotti buttano e perché, aumentando trasparenza e responsabilità.
Verso un futuro più circolare
L’ecodesign ha un impatto concreto sulla vita di tutti i giorni. Prodotti più duraturi e riparabili riducono la necessità di acquisti frequenti, consumano meno energia e risorse, e possono essere smaltiti in modo più responsabile. È così che l’Unione Europea punta a un “Circular Future” entro il 2050. Il Regolamento Ecodesign per Prodotti Sostenibili è uno dei passi fondamentali per raggiungere questi obiettivi.
Ogni prodotto che scegliamo diventa così parte di un percorso più ampio: un piccolo gesto quotidiano che, moltiplicato per milioni di consumatori, può fare una grande differenza per il pianeta.
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