Il V2H (Vehicle-to-Home), è un sistema ancora in via di diffusione che permette all'auto elettrica di trasferire energia all'impianto elettrico domestico.
Quando il veicolo è parcheggiato e collegato a un sistema bidirezionale, la sua batteria può alimentare i carichi domestici essenziali, come illuminazione ed elettrodomestici. L'auto smette di essere un mezzo di trasporto in sosta e diventa una fonte di energia per la casa.
Il V2H è una tecnologia ancora in fase di sviluppo commerciale in Italia, dove la normativa tecnica e gli standard di connessione sono in via di definizione. In questa guida vediamo cosa serve per usarla, quali sono i vantaggi e quando può davvero convenire.
Cos’è il V2H e come funziona?
In una ricarica domestica normale, il flusso di energia va in una direzione sola: dalla rete elettrica all'auto. Con il V2H il flusso può invertirsi: l’energia passa dalla batteria del veicolo all’impianto domestico, tramite un sistema di conversione e controllo bidirezionale.
Perché questo avvenga, la batteria del veicolo, che accumula energia in corrente continua (DC), deve cedere quella stessa energia agli apparecchi domestici, che funzionano in corrente alternata (AC). La conversione e la gestione del flusso avvengono attraverso una wallbox bidirezionale e i dispositivi di controllo associati all’impianto.
Cosa serve per usare il V2H: auto, wallbox e impianto
Alla base, per il V2H, servono tre elementi compatibili tra loro:
- un veicolo abilitato: non basta avere una semplice auto elettrica, il costruttore deve aver attivato la funzione di ricarica bidirezionale. Tra i modelli compatibili oggi rientrano alcuni veicoli di diversi costruttori, ma la compatibilità va verificata caso per caso, perché dipende da modello, mercato e standard supportato
- una wallbox progettata per la ricarica bidirezionale: è fondamentale per il V2H perché a differenza di una wallbox standard, gestisce il flusso di energia in entrambe le direzioni. La maggior parte delle wallbox domestiche oggi disponibili, inclusa la Wallbox A2A, non supporta ancora questa funzione, ma sono progettate solo per la ricarica domestica standard
- un impianto elettrico adeguato: l'installazione di una wallbox bidirezionale V2H comprende anche dispositivi di gestione e protezione, richiede un elettricista abilitato e, nella maggior parte dei casi, un adeguamento dell'impianto esistente.
Quanta energia può fornire l’auto e per quanto tempo?
La risposta dipende dal caso specifico: dalla capacità della batteria del veicolo e dai consumi dell'abitazione. Per farsi un’idea indicativa: una famiglia italiana consuma in media circa 2.700 kWh di energia elettrica l'anno secondo ARERA, il che corrisponde a circa 7-8 kWh al giorno. Le batterie delle auto elettriche attuali vanno dai 40 kWh delle versioni entry level fino agli oltre 100 kWh dei modelli più grandi.
Una batteria da 60 kWh, in teoria, può coprire i consumi domestici per più giorni. Nella pratica, tuttavia, la durata effettiva dipende da due fattori: i carichi in funzione in quel momento, ovvero quanti elettrodomestici sono attivi, e la capacità realmente utilizzabile dal sistema, perché una parte dell’energia della batteria rimane sempre riservata all'autonomia di guida.
I sistemi V2H lavorano entro soglie predefinite per non stressare il pacco batteria, quindi i kWh effettivamente disponibili per la casa sono sempre inferiori rispetto alla capacità nominale.
Quando conviene il V2H: fotovoltaico, tariffe e blackout
Il V2H diventa interessante quando c'è un motivo concreto per preferire l'energia della batteria a quella della rete. I casi d'uso più rilevanti sono:
- in abbinamento a un impianto fotovoltaico domestico: il solare produce energia durante le ore di sole, spesso in eccesso rispetto ai consumi di quel momento. Con il V2H è possibile accumulare l’energia prodotta dal fotovoltaico nella batteria del veicolo e usarla più tardi, ad esempio la sera, riducendo i prelievi dalla rete. L'auto funziona da sistema di accumulo mobile che permette di utilizzare l’energia autoprodotta quando serve
- con tariffe biorarie: chi ha un'offerta multioraria, può caricare il veicolo quando l'energia è più economica e usarla in casa nelle fasce più costose. Il beneficio dipende dalla differenza tra i due prezzi e dal volume di energia gestita
- durante un blackout: se l'impianto include la funzione di isolamento dalla rete (island mode), ovvero la possibilità di scollegarsi dalla rete e alimentare la casa in modo indipendente, il sistema V2H può mantenere alimentati alcuni carichi essenziali anche in assenza di corrente.
Vantaggi, costi e limiti del Vehicle-to-Home
I principali vantaggi del V2H sono:
- riduzione degli acquisti di energia dalla rete nelle ore di picco
- maggiore resilienza in caso di interruzione della fornitura elettrica
- possibilità di valorizzare la produzione fotovoltaica senza acquistare una batteria stazionaria separata.
Ci sono però anche limiti concreti di questa tecnologia:
- la compatibilità: oggi solo un numero limitato di veicoli supporta la ricarica bidirezionale, e molti modelli diffusi non la prevedono ancora
- il degrado della batteria: come i normali cicli di ricarica influiscono sulla longevità della batteria nel tempo, anche le scariche verso casa hanno lo stesso effetto
- la normativa italiana: il quadro normativo e tecnico in Italia è in evoluzione, e l’installazione richiede comunque soluzioni conformi alle regole di connessione e sicurezza applicabili.
Un ulteriore limite è che una wallbox bidirezionale ha un costo base superiore rispetto a una wallbox tradizionale, a cui si aggiungono quelli di installazione e di adeguamento dell'impianto elettrico. Il ritorno economico dipende da quanto si usa il sistema e dal tipo di contratto energetico.
Qual è la differenza tra V2L, V2H e V2G?
Le tre tecnologie partono dallo stesso principio (l'auto come fonte di energia) ma differiscono per destinazione, requisiti e stato di sviluppo.
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V2L - Vehicle-to-Load |
V2H - Vehicle-to-Home |
V2G - Vehicle-to-Grid |
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Cosa fa |
Alimenta dispositivi tramite una presa esterna sul veicolo |
Alimenta l'intera abitazione attraverso l'impianto elettrico |
Restituisce energia alla rete pubblica |
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Cosa serve |
Presa AC integrata nel veicolo, nessun intervento sull'impianto |
Wallbox bidirezionale, inverter gateway, adeguamento impianto |
Wallbox bidirezionale, accordo con il gestore di rete |
V2H in Italia: disponibilità, regole e prospettive
Il V2H è già tecnicamente possibile, ma per ora resta una soluzione di nicchia: servono veicoli compatibili, infrastrutture dedicate e un impianto progettato correttamente. Per questo, oggi rappresenta una tecnologia promettente, più che una soluzione già matura per tutti.
Il percorso è avviato: la normativa è in evoluzione, e i nuovi standard tecnici internazionali in sviluppo porteranno nei prossimi anni a una maggiore interoperabilità tra veicoli e infrastrutture.
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