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Corrente alternata e continua: come funzionano e cosa le distingue

Corrente alternata e continua: differenze e come funzionano - A2A Energia

Accendi la luce, fai andare la lavatrice, colleghi il telefono al caricatore. Gesti automatici, quotidiani, che non richiedono nessuna riflessione sull'energia che li rende possibili. Eppure dietro ogni presa di casa c'è una scelta tecnica precisa: la corrente alternata, che ha modellato il modo in cui l'elettricità arriva nelle nostre abitazioni.

Parallelamente, c'è un altro tipo di corrente che entra sempre più nella vita di tutti i giorni: quella continua, che alimenta smartphone, pannelli solari e batterie delle auto elettriche. Due forme diverse della stessa energia, con logiche diverse e usi che spesso si intrecciano.

Capire la differenza serve a orientarsi meglio tra impianti domestici, dispositivi smart, fotovoltaico e ricarica dell'auto.

Cos’è la corrente alternata e come funziona?

La corrente alternata è un flusso di elettricità che cambia direzione a intervalli regolari. Non scorre sempre nello stesso verso, come farebbe un fiume, ma oscilla avanti e indietro in modo continuo e prevedibile.

In Europa questa oscillazione avviene 50 volte al secondo: è quello che si chiama frequenza, misurata in hertz (Hz). L'altra misura che definisce la corrente che arriva in casa è la tensione, cioè la "forza" con cui l'elettricità viene spinta nella rete domestica, quella europea è di circa 230 volt. Per visualizzarla, l'immagine più utile è quella di un'onda: un movimento ciclico, periodico, che si ripete nel tempo.

È proprio questa natura oscillante a renderla adatta alla distribuzione dell'energia su larga scala.

Cos'è la corrente continua e come funziona?

La corrente continua, invece, scorre sempre nella stessa direzione. La polarità è costante, c'è un polo positivo e uno negativo, e il flusso non cambia verso nel tempo. È il tipo di corrente prodotto e immagazzinato dalle batterie, quindi la troviamo in:

Rispetto alla corrente alternata è più stabile, e per questo si adatta meglio ai dispositivi elettronici che richiedono un'alimentazione precisa e regolare.

Qual è la differenza tra corrente alternata e continua?

Come abbiamo visto, la differenza più tecnica è nella direzione del flusso, ma la distinzione più utile nella pratica riguarda il contesto d'uso:

  • corrente alternata: tipica delle reti elettriche e degli impianti domestici;
  • corrente continua: tipica delle batterie, dei dispositivi elettronici e dei sistemi legati alle energie rinnovabili

C'è poi un terzo elemento da tenere presente: la conversione. Molti apparecchi funzionano in corrente continua, ma la rete fornisce corrente alternata. Ogni volta che carichi uno smartphone o usi un computer portatile, il caricatore sta facendo esattamente questo: trasformando la corrente alternata della presa in quella continua di cui il dispositivo ha bisogno.

Che tipo di corrente abbiamo in casa e perché?

In casa arriva corrente alternata, ed è una scelta precisa: è la forma più adatta alla distribuzione nella rete elettrica nazionale, perché si trasmette su lunghe distanze con perdite molto contenute e si presta alla trasformazione di tensione tramite i trasformatori. 

In pratica può essere trasportata ad alta tensione (riducendo le perdite lungo il percorso) e poi abbassata progressivamente fino ai 230 volt delle prese domestiche. Il risultato pratico è una rete capace di portare energia a milioni di case in modo efficiente e affidabile

Al contrario, un sistema basato solo sulla corrente continua richiederebbe infrastrutture molto più complesse e costose anche nella gestione. Questo non vuol dire che la corrente alternata sia migliore in assoluto rispetto alla continua: è semplicemente la soluzione più adatta alla rete elettrica, così come la continua è più adatta alle batterie e ai dispositivi elettronici.

Infatti, i due sistemi spesso lavorano insieme: i pannelli fotovoltaici, per esempio, producono corrente continua che viene poi convertita in alternata per essere usata in casa o immessa nella rete.

Corrente alternata e continua nelle auto elettriche: cosa cambia

Le auto elettriche portano la distinzione tra corrente alternata e continua direttamente nella vita quotidiana in modo molto concreto. La batteria di un veicolo elettrico immagazzina energia in corrente continua. Ma la rete elettrica (inclusa quella di casa) fornisce corrente alternata. Ogni volta che si ricarica un'auto, quindi, avviene una conversione. Il punto di conversione dipende dal tipo di ricarica e influisce sulla velocità di ricarica:

  • ricarica in AC (corrente alternata): la conversione avviene dentro l'auto, tramite il caricatore di bordo. È più lenta, perfetta per le soste lunghe: la notte a casa, qualche ora in ufficio;
  • ricarica rapida in DC (corrente continua): la conversione avviene nella colonnina, e la corrente arriva già in continua direttamente alla batteria. Molto più veloce, ideale per i viaggi o quando il tempo è limitato.

Per questo motivo la potenza massima raggiungibile in AC dipende anche dal caricatore di bordo installato sull'auto, mentre nella ricarica in DC dipende solo dalla colonnina, in quanto la conversione avviene direttamente nella stazione di ricarica.

In ogni caso, ricaricare a casa in corrente alternata è spesso la soluzione più comoda per l'uso quotidiano. Se stai valutando il passaggio all'elettrico o hai già un'auto elettrica, una wallbox della potenza adeguata è il punto di partenza giusto.

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