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Cos’è la corrente alternata e perché si usa in casa

Cos’è la corrente alternata e perché si usa in casa - A2A Energia

La corrente alternata è una forma di energia elettrica in cui il flusso di cariche cambia verso in modo periodico

A differenza della corrente continua, che scorre sempre nella stessa direzione, la corrente alternata oscilla avanti e indietro secondo una frequenza regolare, fissata a 50 Hz.

È la forma di elettricità che arriva normalmente in abitazioni, prese domestiche e rete elettrica. Vediamo come funziona, dove è utilizzata e quali sono i vantaggi.

Cos’è la corrente alternata e come funziona?

La corrente alternata è un flusso di elettricità che cambia direzione a intervalli regolari. In altre parole, non scorre sempre nello stesso verso, come farebbe un fiume, ma oscilla avanti e indietro in modo continuo e prevedibile.

In Europa, questa oscillazione avviene 50 volte al secondo: è ciò che si chiama frequenza, misurata in hertz (Hz). L'altra misura che definisce la corrente che arriva in casa è la tensione, cioè la "forza" con cui l'elettricità viene spinta nella rete domestica. Quella europea è di circa 230 volt, il valore standard delle prese domestiche. Per visualizzarla, l'immagine più utile è quella di un'onda: un movimento ciclico, periodico, che si ripete nel tempo.

È proprio questa natura oscillante a renderla adatta alla distribuzione dell'energia su larga scala.

Negli schemi elettrici, il simbolo della corrente alternata è spesso indicato con la sigla AC o con il segno ~.

Qual è la differenza tra corrente continua e alternata?

La differenza tra corrente continua e alternata, come accennato, riguarda il modo in cui si muove il flusso elettrico.

La corrente continua (DC), come suggerisce lo stesso termine, scorre sempre nella stessa direzione. La polarità è costante, con un polo positivo e uno negativo, e il flusso non cambia verso nel tempo. È il tipo di corrente prodotto e immagazzinato dalle batterie. Si trova, quindi, in:

Rispetto alla corrente alternata è più stabile, e per questo si adatta meglio ai dispositivi elettronici che richiedono un'alimentazione precisa e regolare.

La corrente alternata è impiegata, invece, nelle reti elettriche e negli impianti domestici.

Tuttavia, è necessario tenere presente anche la conversione. Molti apparecchi funzionano in corrente continua, ma la rete fornisce corrente alternata. Ogni volta che carichi uno smartphone o usi un computer portatile, il caricatore sta facendo esattamente questo: trasformando la corrente alternata della presa in quella continua di cui il dispositivo ha bisogno.

Corrente continua e alternata nella ricarica dei veicoli elettrici

Le auto elettriche portano la differenza tra corrente continua e alternata direttamente nella vita quotidiana in modo molto concreto. La batteria di un veicolo elettrico immagazzina energia in corrente continua. Ma la rete elettrica (inclusa quella di casa) fornisce corrente alternata. Ogni volta che si ricarica un'auto, quindi, avviene una conversione. 

Il punto di conversione dipende dal tipo di ricarica e influisce sulla velocità di ricarica:

  • ricarica in corrente alternata: la conversione avviene dentro l'auto, tramite il caricatore di bordo. È più lenta, perfetta per le soste lunghe: la notte a casa, qualche ora in ufficio
  • ricarica rapida in corrente continua: la conversione avviene nella colonnina, e la corrente arriva già in continua direttamente alla batteria. Molto più veloce, ideale per i viaggi in elettrico o quando il tempo è limitato.

Per questo motivo la potenza massima raggiungibile in corrente alternata dipende anche dal caricatore di bordo installato sull'auto. Mentre nella ricarica in corrente continua la conversione avviene direttamente nella stazione di ricarica.

Che tipo di corrente abbiamo in casa e perché?

In casa arriva corrente alternata, ed è una scelta precisa: è la forma più adatta alla distribuzione nella rete elettrica nazionale. Infatti, si trasmette su lunghe distanze con perdite molto contenute e si presta alla trasformazione di tensione tramite i trasformatori. 

In pratica, può essere trasportata ad alta tensione (riducendo le perdite lungo il percorso) e poi abbassata progressivamente fino ai 230 volt delle prese domestiche. Il risultato pratico è una rete capace di portare energia a milioni di case in modo efficiente e affidabile

Al contrario, un sistema basato solo sulla corrente continua richiederebbe infrastrutture molto più complesse e costose anche nella gestione. Questo non vuol dire che la corrente alternata sia migliore in assoluto rispetto alla continua: è semplicemente la soluzione più adatta alla rete elettrica, così come la continua è più adatta alle batterie e ai dispositivi elettronici.

Infatti, i due sistemi spesso lavorano insieme: i pannelli fotovoltaici, per esempio, producono corrente continua che viene poi convertita in alternata per essere usata in casa o immessa nella rete.

Dove si usa la corrente alternata?

La corrente alternata non riguarda solo l’ambito domestico. È la forma di corrente più utilizzata nei sistemi collegati alla rete elettrica, perché consente di alimentare, con livelli di tensione diversi a seconda delle esigenze:

  • edifici
  • servizi
  • attività produttive
  • infrastrutture.

Negli edifici viene impiegata per:

Nei contesti commerciali e industriali alimenta, invece:

  • macchinari
  • motori elettrici
  • compressori
  • pompe
  • sistemi di refrigerazione
  • apparecchiature utilizzate nei processi produttivi.

La sua diffusione dipende anche dalla compatibilità con molti dispositivi e impianti, progettati per funzionare direttamente con l’energia distribuita dalla rete. 

In altri casi, la corrente alternata rappresenta il punto di partenza: l’energia arriva dall’impianto elettrico e viene poi adattata internamente dall'apparecchio, in base al tipo di funzionamento richiesto.

Quali sono i vantaggi della corrente alternata?

Il vero punto di forza della corrente alternata sta nella facilità con cui se ne può modificare la tensione. Grazie ai trasformatori può essere "alzata" per percorrere lunghe distanze con perdite minime e poi riportata ai livelli adatti all'uso finale. È questa flessibilità ad averla resa lo standard delle reti elettriche di tutto il mondo: trasportare energia in modo efficiente su grandi distanze con la corrente continua, come accennato, sarebbe molto più complesso e costoso.

A questo si aggiunge il vantaggio della produzione. I generatori delle centrali creano corrente alternata in modo naturale, sfruttando il movimento rotatorio: l'energia nasce già in questa forma, senza passaggi di conversione.

Infine c'è la compatibilità. Da oltre un secolo, la rete e la quasi totalità degli apparecchi sono costruiti attorno a questo tipo di corrente, e impianti, prese ed elettrodomestici la utilizzano direttamente, senza bisogno di adattatori. Non si tratta di una superiorità assoluta sulla continua, ma di un'aderenza al compito: nessuna forma di corrente distribuisce energia in modo altrettanto efficiente su larga scala.

Corrente alternata, consumi e rete elettrica: cosa è utile sapere

Dietro la stabilità con cui la corrente arriva in casa c'è un equilibrio costante. La frequenza di 50 hertz non è solo un dato tecnico: indica che produzione e consumo di energia restano bilanciati in ogni istante. Quando in tutta Italia si accendono troppi apparecchi insieme, la rete deve immettere più energia per mantenere quel valore stabile; a gestire questo equilibrio, secondo per secondo, è Terna, l'operatore della rete elettrica nazionale.

Un secondo aspetto utile riguarda il modo in cui la corrente arriva all'utenza. La maggior parte delle abitazioni è collegata in monofase, con una potenza impegnata che di norma è di 3 kW, sufficiente per gli usi domestici più comuni. Chi ha consumi più alti - molte attività commerciali, ma anche le case con pompa di calore, colonnina di ricarica o piano a induzione - può invece passare a un collegamento in trifase, capace di sostenere carichi maggiori ripartendoli su più fasi.

C'è infine il rapporto con i consumi veri e propri. La forma della corrente non cambia ciò che paghi in bolletta: l'energia si misura sempre in kilowattora (kWh), che sia alternata o continua. A fare la differenza sono la potenza degli apparecchi e il tempo per cui restano accesi. Conoscere la propria potenza impegnata aiuta a capire quanti dispositivi puoi usare insieme senza far scattare il contatore.

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