Quando si pensa di passare all’elettrico, prima di fare il pieno di energia, c’è una domanda che tutti si fanno: cosa serve per ricaricare l’auto?
La buona notizia è che non è complicato: con qualche accorgimento e i giusti strumenti, ricaricare l’auto diventa semplice e automatico. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere.
Cosa serve per ricaricare l'auto elettrica? Dotazioni indispensabili
Per ricaricare l’auto elettrica servono due elementi che possono sembrare banali, ma sono fondamentali:
- un cavo di ricarica adatto all’auto;
- un punto di ricarica:
- a casa, può essere semplicemente una presa Schuko (anche se non è la soluzione più consigliata per un uso continuativo), oppure, più adatta ancora, una wallbox;
- fuori casa: servono colonnine pubbliche compatibili e un’app o una tessera che ti permetta di avviare la ricarica e gestire ogni fase, fino al pagamento.
Cosa serve per ricaricare l'auto elettrica a casa: impianto e wallbox
Ricaricare l’auto a casa è la soluzione più comoda per chi usa l’elettrico tutti i giorni. La wallbox domestica è il modo più sicuro e veloce per ricaricare l’auto a casa. Può gestire potenze elevate ed essere utilizzata per programmare orari di ricarica e monitorare consumi. L’installazione ha un costo iniziale, ma nel tempo permette di ricaricare in modo efficiente e conveniente.
In tutti i casi, è importante che l’impianto elettrico sia adeguato: potrebbe essere necessario considerare un aumento della potenza del contatore per ricariche più rapide. La velocità effettiva, però, dipende anche dal caricatore di bordo dell’auto, che può avere limiti propri.
Quale cavo serve per l'auto elettrica?
Il cavo giusto dipende dal tipo di presa dell’auto elettrica e dal punto di ricarica. Non tutte le prese sono compatibili con tutte le auto elettriche, quindi è importante usare quella specifica per il proprio veicolo. Molti modelli sono dotati di adattatori, e alcune stazioni pubbliche offrono più tipi di prese per aumentare la compatibilità.
In Europa, lo standard è il Tipo 2, utilizzato sia per la ricarica domestica in corrente alternata (AC) sia per la ricarica pubblica. Altri tipi di prese più specifiche includono:
- Schuko: per la ricarica di veicoli leggeri come scooter elettrici e quadricicli;
- CCS (Combined Charging System): connettore combinato che integra la ricarica in corrente alternata (AC) e continua (DC) in un'unica presa europea.
Tipo 2 e CCS: quali sono le differenze
Il Tipo 2 è lo standard europeo pensato per la ricarica quotidiana in corrente alternata (AC), sia a casa sia alle colonnine pubbliche. La sua velocità di ricarica è ideale per sfruttare le ore di inattività, come la notte o le soste in ufficio.
Il CCS (Combined Charging System) Combo 2, invece, integra la parte superiore Tipo 2 per la AC e aggiunge due pin inferiori per la ricarica in corrente continua (DC). Questo lo rende ideale per i viaggi lunghi o per situazioni in cui serve caricare la batteria in tempi più brevi, grazie alle potenze molto elevate (fino a 350 kW) disponibili nelle stazioni ultra-rapide.
Ricarica alle colonnine pubbliche: cosa serve per usarle
Per ricaricare l’auto elettrica fuori casa le regole non cambiano del tutto, ti servono:
- la colonnina giusta, a seconda della potenza e del veicolo da ricaricare. Esistono colonnine di tipo veloce o ultraveloce per ricariche più rapide e anche colonnine standard o lente, come le City Plug;
- accesso alla stazione: che sia tramite un’app o una tessera dell’operatore, o direttamente dal POS della colonnina per avviare e gestire la ricarica anche senza account.
Prima di collegarti, è fondamentale controllare la potenza disponibile sulla colonnina e la compatibilità con la tua auto. Con l’app A2A Emoving, per esempio, puoi trovare tutte queste informazioni facilmente e seguire la ricarica in tempo reale.
Quali sono i costi di ricarica e da cosa dipendono?
Il costo per ricaricare un’auto elettrica può variare a seconda di dove e come fai il pieno di energia. A casa, dipende principalmente dalla tariffa elettrica del tuo fornitore e dalla potenza del contatore: più è alta la potenza disponibile, più veloce sarà la ricarica e consumi e costi si possono identificare facilmente, direttamente in bolletta.
Alle colonnine pubbliche, invece, influiscono diversi fattori:
- tipo di ricarica (AC lenta o DC rapida), che determina la velocità e l’energia erogata;
- operatore della colonnina, che può avere tariffe diverse per kWh o costi di accesso;
- abbonamenti che possono offrire prezzi più convenienti tramite pacchetti mensili.
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