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Come rendere un E-commerce sostenibile e ridurre l’impatto ambientale

Come rendere un E-commerce sostenibile - A2A Energia

Dietro ogni ordine online c'è una catena di scelte che hanno un impatto sull’ambiente. Per una PMI, rendere il proprio e-commerce sostenibile significa intervenire su imballaggi, gestione dei resi, consegne e consumi digitali, migliorando anche l'esperienza dei clienti. In questa guida vediamo da dove partire.

Qual è l’impatto ambientale dell’e-commerce rispetto agli acquisti in negozio?

In media, un acquisto online ha un impatto inferiore del 75% in termini di emissioni di CO₂ rispetto a uno in negozio, anche se il risultato cambia molto in base a come ci si sposta verso il punto vendita e a come viene gestita la consegna. Lo indica Netcomm, presentando una ricerca del 2024 realizzata con il B2c Logistics Center del Politecnico di Milano, che ha confrontato tre modalità di acquisto: in negozio, online con consegna a domicilio e online con ritiro in un punto dedicato. 

In negozio, oltre il 90% delle emissioni deriva dagli spostamenti dei clienti e dal mantenimento del punto vendita, mentre nella consegna a domicilio più del 60% dipende dal packaging e “dall'ultimo miglio”, cioè il tratto finale dal centro di smistamento alla casa del cliente. Per chi acquista, la modalità più sostenibile è il ritiro in un punto dedicato, un'opzione che anche una PMI può proporre ai propri clienti, oltre a intervenire su packaging e logistica. 

Dove intervenire per rendere l'e-commerce sostenibile?

Ci sono tre momenti nel percorso di un ordine in cui una PMI può prendere decisioni più consapevoli sulla propria piattaforma di e-commerce: il packaging, la gestione di eventuali resi e l’ottimizzazione delle consegne. 

Packaging sostenibile: meno materiali, meno sprechi

Scegliere un packaging sostenibile per e-commerce significa proteggere il prodotto con la minima quantità di materiale, privilegiando imballaggi durevoli, multiuso e riciclabili. È la direzione indicata dal nuovo regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR), che si applica dal 12 agosto 2026 e introduce obblighi progressivi. Tra questi, dal 2030 gli imballaggi per l'e-commerce non potranno contenere più del 50% di spazio vuoto.

Alcuni accorgimenti da mettere in pratica già oggi:

  • avere a disposizione più formati di scatole, per non spedire prodotti piccoli in contenitori grandi
  • scegliere materiali riciclati e riciclabili
  • ridurre i riempitivi, soprattutto quelli in plastica
  • usare confezioni che il cliente possa riutilizzare per un eventuale reso.

Resi: ridurre restituzioni, trasporti e sprechi

Ogni reso richiede un nuovo viaggio e a volte un nuovo imballaggio. Tra le cause più frequenti di questa pratica ci sono taglie sbagliate, prodotti danneggiati o che non soddisfano le aspettative. Per ridurli, si può intervenire sia sulla presentazione dei prodotti, sia sulla spedizione:

  • scrivere schede prodotto dettagliate, con misure e materiali
  • offrire guide alle taglie e foto realistiche
  • usare imballaggi che proteggano davvero durante il trasporto
  • raccogliere i motivi dei resi, per capire dove intervenire.

Logistica: rendere consegne e ultimo miglio più efficienti

Nell'ultimo tratto di consegna contano soprattutto le opzioni di spedizione e ritiro offerte al cliente. Per quanto riguarda le tempistiche, la scelta delle consegne rapide può aumentare l'impatto, perché spesso richiedono spedizioni separate. Per quanto riguarda, invece, il luogo di ricezione della merce, secondo la stessa ricerca Netcomm-PoliMi, il ritiro in un punto dedicato può ridurre le emissioni di CO₂ fino a tre volte rispetto alla consegna a domicilio.

Ecco alcuni consigli per ottimizzare le tue consegne:

  • mettere in evidenza i punti di ritiro al checkout
  • raggruppare gli ordini dello stesso cliente
  • affiancare alla consegna express (se prevista) un'opzione standard
  • scegliere corrieri con flotte a basse emissioni.

Come ridurre i consumi legati alle attività digitali?

Anche un sito e-commerce consuma energia. Quando un browser deve scaricare immagini, video e contenuti online per farle vedere agli utenti, più la pagina è pesante, più energia serve per caricarla. Alleggerire le pagine del sito aiuta a ridurre i consumi, e spesso rende anche la navigazione più veloce.

Un buon punto di partenza sono le Web Sustainability Guidelines del W3C (World Wide Web Consortium), raccomandazioni pratiche per rendere più sostenibili siti e servizi digitali. Qualche esempio:

  • ottimizzare immagini e video, evitando di caricare file in alta risoluzione più pesanti dove basta una versione più leggera
  • mettere in pausa video e caroselli quando l'utente passa a un'altra scheda del browser o risulta inattivo
  • alleggerire le pagine eliminando script e plugin inutilizzati
  • scegliere un hosting efficiente, alimentato da fonti rinnovabili.

Oltre al sito, un e-commerce consuma energia anche lontano dallo schermo: nel magazzino, dove gli ordini vengono preparati e imballati, e in ufficio, tra computer e stampanti per le etichette. Una PMI può scegliere un'offerta che garantisca energia elettrica da fonti rinnovabili, come Prezzo Sicuro Business di A2A Energia, con un’offerta a prezzo fisso e soluzioni personalizzabili.

Black Friday e Natale: come ridurre l’impatto nei periodi di picco?

Tra novembre e dicembre, il Black Friday e il Natale concentrano in poche settimane moltissimi ordini online. In questi periodi di picco, l’impatto della logistica cresce rapidamente e aumentano i resi. Secondo il WWF, durante il Black Friday un reso può pesare sulle emissioni fino al 30% in più rispetto alla consegna iniziale.  È il momento dell’anno in cui prendere decisioni sostenibili fa la differenza, come: 

  • pianificare in anticipo la domanda, per organizzare scorte e spedizioni con imballaggi riciclati e riciclabili
  • curare le schede dei prodotti in promozione, per limitare i resi, che nei periodi di picco tendono ad aumentare.

Rendere un e-commerce sostenibile è un percorso che si costruisce gradualmente, partendo dalle scelte quotidiane.

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