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Come leggere l’etichetta energetica del condizionatore e scegliere bene

Come leggere l’etichetta energetica del condizionatore - A2A Energia

Scegliere un condizionatore può sembrare complicato, soprattutto quando ci si trova davanti a sigle, valori e classi energetiche non sempre immediate da interpretare. In questa guida, vediamo come leggere l’etichetta energetica in modo semplice, per capire meglio consumi, prestazioni e rumorosità dell’apparecchio.

Cos’è l’etichetta energetica del condizionatore?

L’etichetta energetica è uno strumento molto utile per conoscere meglio le caratteristiche di un condizionatore: oltre a indicare i consumi energetici, fornisce informazioni importanti sulle prestazioni e sulle funzionalità dell’apparecchio.

Obbligatoria dal 2013, l’etichetta utilizza una classificazione energetica che va dalla classe A+++ alla D, ovvero dalla più efficiente alla meno efficiente. Nonostante sia stata aggiornata con una nuova scala, molti apparecchi in commercio continuano a utilizzare la vecchia scala.

Come leggere l’etichetta energetica del condizionatore

L'etichetta energetica contiene tutte le informazioni che ti servono per confrontare i modelli e scegliere quello più adatto a casa tua. Vediamo che informazioni puoi trovare.

Classe energetica del condizionatore: cosa indica

Nella parte alta dell’etichetta si trova la classe energetica, che mostra quanto un condizionatore è efficiente nei consumi. È indicata con lettere (da A+++ a D oppure da A a G) e colori che vanno dal verde al rosso. Le frecce verdi identificano gli apparecchi più efficienti, quelle gialle, arancioni o rosse segnalano consumi medi o più alti.

Potenza, consumi annui e rumorosità

Nella parte bassa dell'etichetta trovi altri tre dati utili:

  • potenza nominale, in kW: ti dice se il condizionatore è adatto alle dimensioni dell'ambiente;
  • consumo energetico annuo, in kWh/anno: è una stima basata su un utilizzo medio. Può variare in base all'efficienza dell'apparecchio, all'isolamento della casa, alla temperatura impostata e al clima;
  • rumorosità, in decibel (dB): più il valore è basso, più il condizionatore è silenzioso. Da tenere d'occhio soprattutto se lo installi in camera da letto.

SEER e SCOP

Nella parte centrale dell'etichetta trovi anche i valori SEER e SCOP. Questi due numeri misurano l'efficienza stagionale: quanta aria fredda o calda il condizionatore riesce a produrre rispetto all'energia elettrica che consuma, in condizioni reali di utilizzo lungo tutta la stagione:

  • SEER: misura l'efficienza in raffrescamento durante tutta l'estate;
  • SCOP: misura l'efficienza in riscaldamento durante tutto l'inverno.

In entrambi i casi, più il valore è alto, più il condizionatore è efficiente e meno incide sulla bolletta. Ad esempio, l’etichetta di un condizionatore in classe A++, potrebbe indicare un valore SEER intorno a 7,6-8 e un valore SCOP intorno a 3,6-4,6.

La maggior parte dei modelli recenti è reversibile, cioè fa sia raffrescamento che riscaldamento, e riporta entrambi i valori, ma se il condizionatore fa solo una delle due funzioni, sull'etichetta trovi solo il valore relativo a quella funzione.

EER e COP: dove si trovano e cosa indicano

Nelle etichette energetiche più vecchie (e nelle schede tecniche di molti modelli, inclusi i monoblocco, quelli che racchiudono tutte le componenti in un'unica unità senza motore esterno) trovi EER e COP al posto di SEER e SCOP:

  • EER: efficienza in modalità raffrescamento;
  • COP: efficienza in modalità riscaldamento.

Funzionano con la stessa logica, ma misurano l'efficienza in una condizione di prova standard, non lungo tutta la stagione, quindi sono meno indicativi dell’efficienza reale. 

La differenza rispetto a SEER e SCOP è che EER e COP fotografano un singolo momento di funzionamento, in condizioni fisse. Sono utili per confrontare modelli in fase di acquisto, ma sono SEER e SCOP i valori che ti dicono davvero quanto potrebbe pesare l’elettrodomestico in bolletta.

Split, monoblocco e pompe di calore: cosa cambia nell’etichetta energetica del condizionatore

L’etichetta energetica è uguale per tutti i tipi di condizionatore? Non sempre. Le informazioni presenti sull’etichetta possono cambiare in base alla tipologia di apparecchio:

  • condizionatori split: l’etichetta valuta l’efficienza su base stagionale, attraverso gli indici SEER per il raffrescamento e SCOP per il riscaldamento;
  • condizionatori monoblocco (con tutti i componenti racchiusi in un unico elettrodomestico): l’etichetta indica solitamente valori di efficienza nominale, come EER per il raffrescamento e COP per il riscaldamento;
  • pompe di calore aria-acqua o idroniche: hanno etichette specifiche, in cui l’efficienza viene valutata anche in base alla temperatura dell’acqua utilizzata dall’impianto, ad esempio 35°C per il riscaldamento a pavimento o 55°C per i radiatori tradizionali.

Zone climatiche nell’etichetta energetica del condizionatore

A cosa serve la mappa colorata presente sull’etichetta?

Nella parte bassa dell’etichetta è presente una mappa colorata dell’Unione Europea, che mostra le diverse fasce climatiche. Questo dato aiuta a capire come può variare il rendimento del climatizzatore in base alla zona in cui viene utilizzato, ad esempio tra aree più calde, come il Centro-Sud Italia, e zone più temperate o fredde, come il Nord Italia o altri Paesi europei.

A cosa corrisponde la vecchia classe A+++?

Per rispondere a questa domanda, è importante considerare anche l’età dell’apparecchio. Negli ultimi anni la classificazione energetica è cambiata e la tecnologia si è evoluta rapidamente: per questo, un condizionatore acquistato tempo fa in classe A+++ potrebbe oggi rientrare in una classe diversa, ad esempio la D, pur mantenendo buone prestazioni in termini di efficienza e consumi.

Classe energetica del condizionatore e detrazioni fiscali

Quali agevolazioni sono previste nel 2026 per condizionatori e pompe di calore?

Nel 2026 è possibile accedere a diverse agevolazioni per l’acquisto o la sostituzione di un condizionatore. Tra le principali troviamo:

  • Bonus Casa ed Ecobonus, che possono prevedere una detrazione fino al 50% per l’abitazione principale e al 36% negli altri casi;
  • Conto Termico, che può riconoscere un incentivo diretto fino al 65% per la sostituzione di impianti esistenti con pompe di calore ad alta efficienza.

È importante ricordare, però, che non esiste una detrazione calcolata direttamente sulla classe energetica dell’apparecchio: le percentuali dipendono dal tipo di intervento e dall’immobile. Ciononostante, la classe energetica resta comunque un elemento utile da valutare, perché aiuta a capire l’efficienza del prodotto e il possibile risparmio energetico.

Quali climatizzatori vanno dichiarati?

Dal 2014, secondo il MASE, anche i condizionatori rientrano tra gli impianti termici e devono quindi essere accompagnati dal libretto di impianto, che raccoglie le informazioni sull’apparecchio, sulla sua efficienza e sugli interventi di manutenzione. 

Il controllo di efficienza energetica è previsto per gli impianti con potenza pari o superiore a 10 kW per il riscaldamento e 12 kW per il raffrescamento, con una frequenza che può variare in base alla tipologia di impianto e alle disposizioni regionali.

Errori da evitare quando si legge l’etichetta energetica del condizionatore

Quali errori evitare quando si legge l’etichetta energetica?

  • Fermarsi solo alla classe energetica: lettere e colori offrono una prima indicazione sull’efficienza, ma non bastano per valutare davvero consumi, prestazioni e comfort. Meglio controllare anche valori come SEER, SCOP, consumo annuo stimato e potenza nominale, utili per confrontare diversi modelli e capire quale può incidere meno sulla bolletta.
  • Confondere raffrescamento e riscaldamento: in genere, le informazioni sul freddo si trovano a sinistra, indicate dalla ventola blu, mentre quelle sul caldo sono a destra, con la ventola rossa.
  • Sottovalutare la rumorosità: è un dato importante soprattutto se il climatizzatore verrà installato in camera da letto o in uno studio.

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