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PPWR: cos’è il Regolamento UE imballaggi e cosa cambia

Cos'è il PPWR, Packaging and PAckaging Waste Regulation - A2A Energia

Il PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) è il nuovo Regolamento dell’Unione Europea sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio

Questa misura nasce con un obiettivo chiaro: guidare il sistema produttivo e i consumatori verso scelte più sostenibili, riducendo i rifiuti e accelerando l'economia circolare. 

Il PPWR introduce norme comuni dal 2026 per rendere gli imballaggi più essenziali, riciclabili e riutilizzabili, con restrizioni sul monouso e limiti alle sostanze critiche. È uno strumento concreto per una trasformazione già in atto verso modelli più attenti all'ambiente. Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

Che cos’è il PPWR e a cosa serve?

Il PPWR sostituisce il precedente quadro normativo basato sulla Direttiva 94/62/CE e si inserisce nel percorso dell’Unione Europea verso l’economia circolare, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi lungo tutto il loro ciclo di vita.

Ma qual è la novità principale? Essendo un Regolamento, il PPWR sarà direttamente applicabile in tutti i Paesi dell’Unione Europea, con l'obiettivo di superare le differenze tra le normative nazionali e introdurre regole comuni per progettare, usare, raccogliere e riciclare gli imballaggi.

Quando entra in vigore il nuovo Regolamento Europeo per gli imballaggi?

Il PPWR, Regolamento (UE) 2025/40, è stato adottato il 19 dicembre 2024 ed è entrato in vigore l’11 febbraio 2025. Questo significa che il provvedimento è già ufficiale, ma le nuove disposizioni inizieranno ad essere applicate concretamente dal 12 agosto 2026, lasciando alle imprese un periodo di tempo per adeguarsi ai nuovi requisiti.

L’applicazione del Regolamento sarà però graduale: il PPWR prevede infatti un calendario progressivo, con alcune misure in partenza dal 2026 e altre previste negli anni successivi, fino al 2028, 2030, 2035 e 2040.

Ecco una tabella riassuntiva, per orientarsi tra le diverse scadenze previste dal Regolamento PPWR e distinguere le principali tappe di applicazione:

Scadenza

Cosa prevede il PPWR

11 febbraio 2025

Entrata in vigore del Regolamento UE 2025/40.

12 agosto 2026

Data generale di applicazione del PPWR.

12 agosto 2028

Nuovi obblighi di etichettatura armonizzata, salvo termini successivi legati agli atti di esecuzione.

1° gennaio 2029

Introduzione/rafforzamento dei sistemi di deposito cauzionale per alcune bottiglie in plastica monouso e contenitori metallici per bevande, salvo eccezioni.

2030

Obblighi rilevanti su riciclabilità, contenuto riciclato, riduzione dello spazio vuoto, riuso/ricarica e divieti per alcuni imballaggi monouso.

2035

Verifica della riciclabilità effettiva su larga scala.

2038

Immissione sul mercato limitata agli imballaggi con migliori classi di riciclabilità, quindi classi A e B.

2040

Rafforzamento di alcuni target, in particolare su prevenzione dei rifiuti, riuso e contenuto riciclato.

Cosa cambia con il PPWR per la progettazione degli imballaggi? 

Il cuore del PPWR è la progettazione degli imballaggi. Il Regolamento, infatti, riguarda tutti i packaging, indipendentemente dal materiale o dal contesto d’uso, e punta a ripensarli fin dall’inizio per renderli più essenziali, riciclabili e, quando possibile, riutilizzabili. Vediamo cosa vuol dire nel concreto, punto per punto.

Riduzione degli imballaggi e dello spazio vuoto

Il PPWR stabilisce che gli imballaggi dovranno avere peso e volume ridotti al necessario, senza elementi superflui: niente doppie pareti, falsi fondi o soluzioni pensate solo per far sembrare il prodotto più grande di quello che è.

Lo stesso principio vale per lo spazio vuoto. Dal 2030, negli imballaggi per e-commerce, trasporto e confezioni multiple, lo spazio inutilizzato non potrà superare il 50% del volume complessivo, per evitare pacchi sproporzionati rispetto al contenuto e un uso eccessivo di risorse, senza però compromettere la protezione del prodotto.

Riciclabilità e materiale riciclato

Dal 2030, tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo dovranno essere progettati per essere riciclati. La riciclabilità verrà valutata in tre classi:

  • Classe A, se l’imballaggio è riciclabile almeno al 95%
  • Classe B, se è riciclabile almeno all’80%
  • Classe C, se è riciclabile almeno al 70%.

Gli imballaggi sotto il 70% saranno considerati tecnicamente non riciclabili e la loro immissione sul mercato sarà limitata.

Dal 2035, invece, non basterà più che un imballaggio sia solo riciclabile “in teoria”: dovrà essere dimostrato che viene effettivamente riciclato, attraverso dati di peso e sistemi di tracciabilità che certifichino l'intero percorso, dalla raccolta al riciclo su larga scala.

Dal 2038, infine, potranno essere immessi sul mercato solo gli imballaggi appartenenti alle classi A e B.

Per gli imballaggi in plastica, il PPWR introduce l'obbligo di includere una quota minima di materiale riciclato proveniente da rifiuti plastici post-consumo, con alcune eccezioni previste per:

  • imballaggi farmaceutici
  • alimentari per neonati e bambini piccoli
  • dispositivi medici
  • trasporto di merci pericolose
  • plastiche compostabili.

Riuso, ricarica e deposito cauzionale

Dal 2030 il PPWR introduce obiettivi concreti per il riutilizzo degli imballaggi. Per esempio, di quelli usati nel trasporto all'interno dell'UE, almeno il 40% dovrà essere riutilizzabile

Sempre dal 2030, i negozi con superficie superiore a 400 m² dovranno dedicare il 10% dello spazio a stazioni di riempimento, dove i clienti possono portare i propri contenitori e ricaricarli direttamente, per prodotti alimentari e non.

Per gli imballaggi soggetti a deposito cauzionale, il Regolamento punta a rendere il sistema più riconoscibile: dovranno riportare etichette chiare che aiutino i consumatori a identificarli e a restituirli nel modo corretto.

La tabella seguente riassume le principali novità introdotte dal Regolamento PPWR sulla progettazione degli imballaggi, con focus su riduzione del packaging, riciclabilità, contenuto riciclato, riuso e ricarica.

Ambito

Cosa cambia con il PPWR

Peso e volume degli imballaggi

Gli imballaggi dovranno essere ridotti al minimo necessario, evitando elementi superflui come doppi fondi, doppie pareti o confezioni sovradimensionate.

Spazio vuoto

Negli imballaggi per e-commerce, trasporto e confezioni multiple lo spazio inutilizzato non potrà superare il 50% del volume complessivo.

Riciclabilità

Dal 2030 gli imballaggi dovranno essere progettati per essere riciclabili, secondo classi di prestazione definite dal Regolamento.

Riciclo effettivo

Dal 2035 sarà necessario dimostrare che gli imballaggi sono riciclati su larga scala, non solo teoricamente riciclabili.

Contenuto riciclato

Gli imballaggi in plastica dovranno contenere quote minime di materiale riciclato da rifiuti post-consumo, con alcune eccezioni.

Riuso e ricarica

Il PPWR introduce obiettivi per aumentare l’uso di imballaggi riutilizzabili e sistemi di ricarica, soprattutto in alcuni settori e formati.

PPWR, imballaggi monouso, PFAS ed etichettatura

Il PPWR interviene su aspetti molto concreti della vita quotidiana di consumatori e imprese, concentrandosi su due temi principali: gli imballaggi monouso e le informazioni in etichetta.

Cosa succede agli imballaggi monouso?

Dal 1° gennaio 2030 alcuni imballaggi, soprattutto in plastica monouso, non potranno più essere utilizzati in alcuni ambiti. Tra gli esempi principali ci sono:

  • gli imballaggi in plastica usati nei punti vendita per raggruppare più prodotti e incentivarne l’acquisto
  • gli imballaggi in plastica per frutta e verdura fresca sotto 1,5 kg
  • gli imballaggi monouso per cibi e bevande consumati nel settore Ho.Re.Ca.
  • le monoporzioni per condimenti, salse, zucchero, o panna da caffè nella ristorazione
  • i piccoli flaconi monouso per shampoo, saponi e prodotti per l’igiene negli hotel;
  • le borse di plastica ultraleggere

Tuttavia, la Commissione Europea deve ancora pubblicare indicazioni più precise per chiarire meglio casi, esempi ed eventuali eccezioni.

Cosa prevede il Regolamento sui PFAS?

Il Regolamento introduce anche limiti più stringenti per alcune sostanze considerate critiche, tra cui i PFAS, cioè sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche usate in alcuni materiali per le loro proprietà idrorepellenti o anti-grasso. 

In particolare, il divieto riguarda gli imballaggi destinati al contatto con alimenti che superano determinate soglie di concentrazione. L’obiettivo è ridurre la presenza di sostanze persistenti nel packaging alimentare e rendere più sicuri anche i processi di raccolta, riciclo e gestione dei materiali a fine vita.

Cosa cambia nelle etichette?

Il PPWR punta a rendere le informazioni sugli imballaggi più chiare e uniformi in tutta Europa, per aiutare i consumatori a fare correttamente la raccolta differenziata: proprio per questo, dal 12 agosto 2028 (o 24 mesi dopo la data di entrata in vigore degli atti di esecuzione, se posteriore), gli imballaggi dovranno indicare i materiali che li compongono con informazioni visibili, comprensibili e accessibili, eventualmente integrate da QR Code o altri strumenti digitali.

Indicazioni specifiche saranno previste anche per alcune tipologie di packaging: gli imballaggi compostabili dovranno chiarire che non vanno dispersi nell’ambiente, mentre quelli riutilizzabili dovranno essere facilmente riconoscibili e potranno fornire informazioni sui sistemi di riuso e sui punti di raccolta.

Cosa cambia per imprese, filiere e consumatori

Il packaging dovrà essere progettato correttamente fin dall’inizio, nel rispetto dei nuovi requisiti del Regolamento. In molti casi, serviranno anche una documentazione tecnica e una dichiarazione di conformità UE.

E per le filiere produttive? Il PPWR potrà richiedere di ripensare materiali, formati, fornitori e processi: dalla disponibilità di plastica riciclata idonea, alla riduzione degli spazi vuoti nell’e-commerce, fino all’attenzione a sicurezza, igiene e limiti su alcune sostanze nel settore alimentare.

Anche i consumatori saranno interessati da questo cambio di prospettiva. Avranno strumenti più semplici per fare la scelta giusta: imballaggi più leggeri, indicazioni più chiare per la raccolta differenziata e maggiori possibilità di riuso, ricarica o restituzione del packaging.

Perché il PPWR è importante per l’economia circolare

Il PPWR cambia il modo in cui pensiamo gli imballaggi: il packaging non è più qualcosa da gestire solo a fine vita, ma un elemento da progettare fin dall’inizio per ridurre sprechi e impatti ambientali. Ecco come si traduce in ottica di economia circolare:

  • uso di meno materie prime: grazie a imballaggi più essenziali e progettati con maggiore attenzione
  • riduzione dei rifiuti di imballaggio: limitando sprechi e packaging non necessari
  • maggiore disponibilità di materiali riciclati di qualità: pronti a rientrare nei cicli produttivi
  • promozione di soluzioni di riuso e ricarica: per allungare la vita degli imballaggi quando possibile
  • filiere più integrate: tra produzione, consumo, raccolta e riciclo.

Il percorso sarà graduale, ma la direzione è già definita: il PPWR è uno strumento concreto per accelerare la transizione verso un modello più circolare, in cui le risorse vengono usate meglio, i materiali restano più a lungo nel ciclo produttivo e i rifiuti diventano parte di un sistema più efficiente.

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