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Plastic free: dieci modi per ridurre il consumo di plastica

plastic free

Sostenibilità ambientale e plastic free: un obiettivo importante da raggiungere.

La plastica è un materiale che, dalla sua introduzione, ha rivoluzionato le nostre vite, ma un mondo "plastic free" è possibile

Ma che cosa si intende quando si parla in questi termini? E come si può agire per arrivare quantomeno a ridurre la mole di plastica che ogni giorno utilizziamo?

Plastic free significato: cosa vuol dire

Il significato di plastic free è, letteralmente, "libero dalla plastica". Un obiettivo da raggiungere, certo, ma anche un vero e proprio stile di vita indicato per ciascuno di noi. Infatti, un mondo senza plastica è possibile, ma solo se produttori e consumatori riducono l'utilizzo di questo materiale.

Materiale che, dal secondo dopoguerra in poi, si è diffuso in maniera inarrestabile in tutti i settori, perfino nelle vernici e nell'industria tessile. Ciò è dovuto al fatto che ha delle caratteristiche uniche: è leggero, malleabile, di facile lavorazione e decisamente economico rispetto alla concorrenza di vetro, cartone e cotone. La plastica è così low cost che da sempre è oggetto di un usa e getta senza precedenti: uno specchio del consumismo più sfrenato, che impone delle riflessioni serie e urgenti. Il riciclo è un primo passo verso la soluzione del problema, ma non basta: la plastica infatti degrada notevolmente ogni volta che viene riciclata. Quindi ad un certo punto diviene inutilizzabile.

Inoltre, non tutta può essere oggetto di riciclo. E così, le nostre spiagge e mari sono sempre più invase da questo materiale, tanto che - stando alle previsioni di alcuni esperti - entro il 2050 ci sarà più plastica che pesci.

Dieci modi per vivere una vita plastic free

Dunque, limitare l'utilizzo di plastica è fondamentale per l'ambiente che ci circonda, e conseguentemente per noi stessi. Gli studiosi di tutto il mondo hanno potuto constatare come la maggior parte dei pesci che finiscono nei nostri piatti abbia tracce di plastica all'interno del loro apparato digerente.

Ciò è dovuto anche alle microplastiche, presenti sempre di più nei mari e oceani del Pianeta. Sono particelle piccole, spesso inferiori al mezzo centimetro di larghezza, risultato finale della degradazione dei rifiuti di plastica dovuta all'azione della luce del sole, vento e onde. A loro volta, le microplastiche si degradano in pezzi sempre più piccoli, che finiscono nelle pance dei pesci e addirittura nei sistemi idrici cittadini che forniscono acqua potabile. Dal 1950 ad oggi si è passati da 2,3 milioni di tonnellate di plastica prodotta a 448 milioni (fonte National Geographic). Di questi, 8 milioni finiscono negli oceani. Si stima addirittura che alcuni degli additivi presenti nella plastica possano durare almeno 400 anni prima di degradarsi del tutto.

La situazione dunque è molto grave, ma come è possibile diminuire l'utilizzo della plastica nel quotidiano? Quali sono le azioni da fare per riuscirci?

Ecco dieci consigli validi per vivere una vita plastic free.

  1. Dire basta alla plastica monouso
    Una delle principali problematiche della plastica è che molti dei suoi prodotti sono usa e getta: le buste di plastica, le forchette, i coltelli, i piatti e i bicchieri sono tutti prodotti sono sfruttati solo una volta, per poi venire gettati. Limitarli se non eliminarli del tutto è fondamentale per non favorire l'inquinamento marino e atmosferico.
     
  2. Preferire il mercato al supermercato
    Fare la spesa al supermercato significa acquistare un tot di alimenti pieni di plastica da smaltire, tra cui vaschette, confezioni e imballaggi. I prodotti plastic free locali non ne hanno bisogno, visto che possono essere conservati in cassette di legno e buste di carta. Inoltre, acquistando km 0 direttamente da agricoltori e altri commercianti si stimola l'economia del territorio.
     
  3. Portarsi le borse da casa quando si va a fare la spesa
    Portare con sé borse riutilizzabili quando si va a fare la spesa è fondamentale. Nonostante la maggior parte dei negozi abbia bandito i sacchetti di plastica in favore di quelli compostabili, ci sono diverse attività che ancora li utilizzano. Per questo avere sempre a portata di mano una borsa, sia quando si va a fare spesa che shopping, è una scelta green e pratica.
     
  4. Non comprare più bottiglie d'acqua
    Per l'acqua naturale non dovrebbero esserci problemi: l'acqua del rubinetto è buona nella maggior parte del nostro Paese, ma comunque esistono i depuratori domestici per filtrarla ancora di più. Anche l'acqua frizzante è possibile ottenerla sempre utilizzando apparecchi di questo tipo. In alternativa, esistono sul territorio diversi punti in cui si può reperire acqua minerale, riempiendo le proprie bottiglie di vetro.
     
  5. Non utilizzare più cannucce
    Quante volte abbiamo visto scene di tartarughe con cannucce incastrate nelle narici? Episodi ormai ricorrenti, che possiamo evitare semplicemente non fruendo più del prodotto in questione. Che è peraltro assolutamente superfluo.
     
  6. Comprare a peso
    In tutte le città italiane ci sono negozi in cui si possono acquistare prodotti di tutti i tipi a peso. Il vantaggio personale è quello di non sprecare i cibi, mentre collettivamente l'ambiente ne guadagnerà dal fatto che gli alimenti vengono confezionati in contenitori portati da casa. Così non verranno utilizzate confezioni o imballaggi in plastica.
     
  7. Rendere green il pranzo che si porta a lavoro
    La pausa pranzo in ufficio è un momento che può essere fonte di inquinamento: optare per cibi preparati a casa e confezionati in contenitori riutilizzabili non impatta rispetto invece ai cibi pronti, conservati sempre in vaschette di plastica.
     
  8. Fare attenzione ai cosmetici
    Quanti flaconi di plastica abbiamo in bagno? Shampoo, balsamo, bagnoschiuma e deodorante sono solo alcuni dei prodotti confezionati con questo materiale. Ciò si può cambiare scegliendo i formati solidi, evitando i flaconi, oppure optando per flaconi in vetro. Meglio evitare inoltre scrub e dentifrici industriali: esistono alternative eco-bio.
     
  9. Utilizzare tessuti naturali
    Molti tessuti sintetici sono ricchi di microplastiche: nel corso dei lavaggi in lavatrice finiscono per disperdere molti residui nell'acqua e nell'aria. Nel settore dell'abbigliamento ci sono un sacco di alternative naturali, come ad esempio il cotone biologico, la fibra di bambù, la canapa, il lino e la lana. Tessuti sicuri sia per la salute che per l'ambiente.
     
  10. Autoprodursi gli alimenti.
    Per chi ha la possibilità, coltivare il proprio orto ha un valore inestimabile: si tratta di un modo sostenibile di produrre cibo sano ed economico. E poi è un'attività rilassante, che fa stare a contatto con la natura. E se non ho un giardino? Niente paura, esistono gli orti urbani.

 

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