La lavastoviglie è uno degli elettrodomestici che più semplifica la vita in cucina, ma come tutti gli apparecchi ha una durata limitata. Capire quanto dura una lavastoviglie, da cosa dipende la durata e come prolungarla nel tempo può fare la differenza tra anni senza pensieri e guasti frequenti. Una lavastoviglie ben mantenuta, inoltre, può contribuire a ridurre i consumi energetici in cucina, soprattutto se utilizzata con programmi e impostazioni adeguate. In questa guida pratica vedremo come far durare di più la lavastoviglie e cosa fare per mantenerla efficiente più a lungo.
Quanto dura in media una lavastoviglie?
La durata media di una lavastoviglie varia tra i 10 e i 12 anni e dipende soprattutto da quanto e come viene usata. In questo arco di tempo, l’elettrodomestico tende a mantenere prestazioni stabili in termini di qualità di lavaggio, asciugatura e gestione dei consumi, soprattutto se il modello è relativamente recente e dotato di programmi ben calibrati.
Tra i fattori che incidono sulla vita media della lavastoviglie rientrano:
- frequenza d’uso: un impiego quotidiano accelera l’usura rispetto a 2-3 cicli a settimana;
- qualità dell’acqua e calcare: accumuli di calcare ostruiscono bracci e filtri, riducendo efficienza e aumentando il rischio di guasti;
- carico corretto e abitudini d’uso: sovraccaricare, bloccare i bracci irroratori o inserire oggetti che ostacolano la chiusura dello sportello può stressare componenti e meccanismi;
- pulizia e manutenzione: filtro pulito, bracci liberi, guarnizioni asciugate ogni tanto e cicli di pulizia periodici aiutano a mantenere prestazioni e affidabilità;
- detersivi, sale e brillantante: dosi e prodotti adatti (e la corretta regolazione del sale) limitano residui e calcare, proteggendo le parti interne;
- qualità dei componenti e assistenza: materiali, robustezza della pompa, tenuta delle guarnizioni e disponibilità di ricambi incidono su quanto a lungo la lavastoviglie resta riparabile e conveniente da mantenere.
Oltre alla qualità dei componenti, anche la classe energetica del modello può influire sulla durata nel tempo. Apparecchi più moderni e progettati per consumare meno energia tendono spesso ad avere tecnologie più efficienti e sistemi di lavaggio ottimizzati.
Come far durare di più la lavastoviglie? Uso corretto e programmi eco
Per far durare di più la lavastoviglie bastano alcune buone abitudini di utilizzo quotidiano, come ad esempio:
- non sovraccaricare i cestelli e rimuovere residui di cibo più grandi per evitare intasamenti;
- scegliere programmi adatti al tipo di carico;
- usare detersivi di qualità senza residui;
- evitare temperature estreme e aprire lo sportello post-ciclo per favorire l’asciugatura naturale.
Tra le scelte che aiutano a preservare l’elettrodomestico nel tempo rientra anche l’uso dei programmi eco, pensati per lavare in modo efficace riducendo temperature e stress sui componenti interni. Questi cicli durano in genere più a lungo rispetto ai programmi standard, perché utilizzano acqua meno calda e un riscaldamento più graduale.
In questo modo si ottiene un buon risultato di lavaggio, riducendo anche il consumo di energia e di acqua rispetto ai cicli più intensivi.
Manutenzione lavastoviglie: in cosa consiste e ogni quanto farla?
La manutenzione regolare è essenziale per prevenire guasti e prolungare la vita dell’elettrodomestico. Comprende una serie di interventi semplici ma ricorrenti che riducono calcare, grasso e residui di detersivo, ovvero le cause più comuni di inefficienza e cattivi odori. In particolare:
- pulizia dei filtri e dei bracci irroratori sotto acqua corrente, ogni 1 o 2 mesi, oppure più spesso se l’acqua è molto dura o l’uso dell’elettrodomestico è frequente
- controllo e pulizia delle guarnizioni, ogni 1 o 2 mesi o quando si notano sporco, cattivi odori o tracce di muffa
- ciclo vuoto con aceto o anticalcare ogni 1 o 2 mesi. È preferibile usare un prodotto specifico per lavastoviglie quando l’acqua è dura o si notano aloni e patine di calcare, seguendo sempre le indicazioni del produttore
- pulizia profonda dei cestelli ogni 3 o 6 mesi. È utile pulire anche bordi, vasca, zona dello scarico e vano detersivo/brillantante, dove tendono ad accumularsi residui che riducono l’efficacia del lavaggio.
Controlli regolari evitano ostruzioni, riducono i consumi energetici e contribuiscono a mantenere l’efficienza nel tempo. Una lavastoviglie pulita e ben mantenuta, infatti, richiede meno energia e meno acqua per ogni ciclo di lavaggio.
Quali segnali indicano che la lavastoviglie è da cambiare?
Capire quando cambiare la lavastoviglie non è sempre immediato, ma alcuni segnali sono piuttosto chiari. Tra i principali segnali che la lavastoviglie è da sostituire troviamo:
- stoviglie che rimangono sporche nonostante un corretto caricamento, a causa delle ostruzioni negli irroratori o guasti al riscaldamento;
- perdite o problemi nel carico/scarico dell’acqua. Ad esempio: gocce, pozzanghere o umidità anomala sotto la lavastoviglie, oppure acqua che ristagna sul fondo
- rumori anomali frequenti, come stridii, colpi e vibrazioni;
- ciclo che non termina, con blocchi ripetuti o errori ricorrenti;
- riparazioni costose che superano il valore dell’apparecchio, specialmente oltre gli 8-10 anni di vita.
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