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Cosa fare quando fa caldo in ufficio e quali rimedi adottare

Caldo in ufficio e quali rimedi adottare - A2A Energia

Con l'estate arriva anche il momento in cui le ore passate alla scrivania diventano più pesanti. Che si lavori in un grande open space o un piccolo studio, il caldo in ufficio pesa sulla concentrazione e sulla produttività. Ci sono però tante piccole cose che si possono fare per migliorare comfort e benessere: ecco le più utili.

Cosa fare quando fa troppo caldo in ufficio? Consigli pratici

La gestione del caldo in ufficio non passa da un unico rimedio, né da soluzioni drastiche applicate all’ultimo momento. 

Per lavorare meglio, anche nelle giornate più calde, conviene puntare su accorgimenti semplici, continui e sostenibili, capaci di migliorare il comfort senza aumentare inutilmente i consumi. A questo proposito, gli aspetti su cui intervenire sono: 

  • l’organizzazione della giornata
  • l’alimentazione
  • la gestione dei dispositivi elettronici che producono calore
  • le scelte sull'abbigliamento
  • il microclima dell'ambiente.

Orari, pause e smart working: come organizzare la giornata

Quando le temperature sono più alte, organizzare gli impegni lavorativi  tenendo conto delle variazioni di calore tra le diverse ore della giornata, può fare una differenza concreta. Alcune indicazioni pratiche:

  • mattina presto: ideale per le attività che richiedono più concentrazione, quando la temperatura è ancora gestibile
  • pomeriggio (14-16): meglio riservarlo a riunioni meno impegnative, risposta alle email o attività di routine
  • pause frequenti: INAIL raccomanda pause più frequenti nelle giornate di caldo intenso, prova ad alzarti più spesso, anche solo per bere o cambiare postura.

Se invece hai modo di lavorare da casa, puoi gestire il tuo microclima in autonomia. Anche in questo caso, mantenere una temperatura ideale in casa aiuta a ridurre il disagio termico senza ricorrere a impostazioni troppo basse o poco efficienti.

Idratazione e pasti leggeri

In estate il corpo perde più liquidi perché suda di più, e spesso lo stimolo della sete arriva in ritardo. In ufficio, la disidratazione porta ad un calo di concentrazione, arriva il mal di testa, le ultime ore diventano più pesanti del solito

Il Ministero della Salute raccomanda almeno 1,5 litri d'acqua al giorno, da aumentare nelle giornate più calde. Tenere una bottiglia sulla scrivania, e bere poco e spesso è il modo più semplice per rimanere idratati durante la giornata.

L’acqua fresca va bene, ma ghiacciata no. Le bevande troppo fredde possono dare una sensazione di sollievo immediata, ma non idratano meglio e spesso aumentano la voglia di bere di nuovo poco dopo.

Lo stesso principio vale per i pasti. Mangiare pesante a pranzo impatta il resto del pomeriggio: la digestione produce calore, che con il caldo già alto si sente ancora di più. Meglio preferire piatti leggeri, ricchi di verdure e frutta di stagione, e limitare i caffè.

Dispositivi, luci e consumi: come ridurre il calore prodotto

Ogni apparecchio elettrico produce calore mentre funziona. Ad esempio, un PC desktop disperde tra 150 e 300 W. Una stampante laser in funzione arriva a temperature interne molto alte. Le lampade a incandescenza convertono in calore circa il 90% dell'energia che consumano.

Alcune accortezze pratiche:

  • spegnere i dispositivi quando non sono in uso, invece di lasciarli in standby: oltre a ridurre il calore, diminuiscono i consumi
  • usare laptop al posto dei desktop dove possibile, perché consumano e disperdono meno calore
  • verificare che l'illuminazione sia a LED: i LED producono una frazione del calore delle lampade tradizionali e consumano meno
  • se possibile, concentrare l'uso delle apparecchiature più calde nelle ore mattutine, quando la temperatura ambientale è più bassa

Abbigliamento adatto: cosa indossare

Quello che scegli di indossare incide concretamente sul benessere durante la giornata. Meglio preferire:

  • tessuti naturali, come lino e cotone che traspir­ano meglio dei sintetici e favoriscono la dispersione del calore corporeo
  • colori chiari, che riflettono la radiazione solare, al contrario di quelli scuri che la assorbono
  • capi ampi, che permettono una circolazione dell'aria migliore rispetto ai vestiti aderenti

Condizionatore, ventilazione e schermature: come impostarli

Il condizionatore è utile, ma va usato bene. Il Ministero della Salute indica come fascia di benessere i 25–27°C, con un basso tasso di umidità. Quando si ha più caldo del previsto, vale la pena attivare prima la funzione di deumidificazione: l'umidità amplifica la percezione della temperatura, e ridurla può essere sufficiente a ristabilire il benessere senza abbassare ulteriormente il termostato. Impostare il condizionatore su valori molto bassi non migliora il comfort e aumenta i consumi.

I ventilatori, invece, non abbassano la temperatura, ma fanno circolare l'aria, dando una sensazione di fresco. Funzionano fino a circa 32°C interni: oltre quella soglia, secondo le indicazioni del Ministero della Salute, non sono efficaci e rischiano di aumentare la disidratazione. Inoltre, è meglio evitare di puntarli verso il corpo.

Anche le schermature solari, come veneziane, tende o persiane, sono utili. Riducono il carico termico che entra attraverso le finestre. Tra le soluzioni più efficaci, c’è quella di schermare le finestre esposte a sud e sud-ovest con oscuranti che blocchino la luce ma non l'aria. Le schermature esterne sono più efficaci di quelle interne: agiscono prima che il calore attraversi il vetro.

Qual è la temperatura massima consentita in un ufficio?

Molti cercano un numero preciso, ma in Italia non esiste una soglia legale unica che stabilisca la temperatura massima in ufficio, almeno non per gli uffici privati.

Il d.lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) stabilisce all'Allegato IV che la temperatura nei locali di lavoro "deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro", senza indicare un valore numerico.

In pratica, il datore di lavoro è tenuto a valutare e ad adottare le misure necessarie. Le linee guida tecniche di riferimento (tra cui la norma ISO 7730 e quelle di INAIL) indicano una fascia di comfort estivo tra 24 e 28°C, con 26°C come valore orientativo ottimale. Per gli uffici della Pubblica Amministrazione, il d.lgs. 192/2005 fissa un minimo di 26°C durante la stagione estiva; per il settore privato non è vincolante, ma resta un riferimento utile.

Cosa evitare quando fa troppo caldo in ufficio?

Alcune scelte quotidiane, come accennato, possono aumentare la percezione del caldo in ufficio e rendere l’ambiente meno confortevole. Per non peggiorare la situazione, quindi, è bene evitare di:

  • mangiare in modo abbondante a pranzo
  • impostare il condizionatore su temperature molto basse
  • tenere accesi dispositivi e luci non necessaritenere le finestre aperte nelle ore più calde, soprattutto se fuori l’aria è più calda di quella interna
  • esporre le postazioni direttamente al sole o tenerle troppo vicine a stampanti, server e altre fonti di calore
  • ostruire bocchette, griglie o diffusori dell’aria con mobili, tende o oggetti
  • puntare i ventilatori direttamente sul corpo per molte ore
  • rimandare le pause fino a quando il disagio diventa evidente.

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