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Quanto consuma un condizionatore: i costi medi in bolletta

Quanto consuma un condizionatore - A2A

Con l’arrivo della bella stagione e del gran caldo tornano ad essere accesi i condizionatori d’aria, infatti gli italiani sembra non riescano proprio a farne a meno. D’altronde, il numero di condizionatori continua a crescere in tutto il mondo ed entro il 2050 la IEA, l'Agenzia internazionale dell'energia, prevede che l'aria condizionata utilizzerà circa il 13% di tutta l'elettricità prodotta nel mondo, causando emissioni di anidride carbonica pari a 2 miliardi di tonnellate all'anno.

Per capire come raffrescare la casa in modo economicamente ed ecologicamente sostenibile bisogna innanzitutto sapere quanto consuma un condizionatore, per essere consapevoli dell’energia elettrica utilizzata per la climatizzazione estiva della propria abitazione. In secondo luogo, è possibile intervenire e ridurre i consumi, attraverso una serie di buone pratiche di efficienza energetica e scegliendo una fornitura di energia elettrica con una tariffa conveniente.

Al giorno d’oggi, infatti, esistono degli accorgimenti che consentono di diminuire il consumo del condizionatore, utilizzando questo impianto in maniera più responsabile. Inoltre, bisogna sempre scegliere dispositivi a basso consumo, ben dimensionati e adatti al proprio fabbisogno di aria fresca. Ecco tutte le informazioni fondamentali per usufruire di un comfort abitativo sostenibile e usare il condizionatore senza un aumento eccessivo dei costi in bolletta.

Quanti watt consuma un condizionatore?

Per conoscere il consumo di energia elettrica di un condizionatore va tenuto conto che, come per qualsiasi altro elettrodomestico, l’elettricità utilizzata dal condizionatore d’aria dipende da vari fattori, tra cui:

  • Classe energetica dell’apparecchio;
  • Costo medio dell’energia elettrica;
  • Tempo di utilizzo giornaliero;
  • Tipologia di condizionatore (dispositivo fisso o portatile, tecnologia inverter, mono o multi-split);
  • Potenza dell’apparecchio.

Ad esempio, chi desidera sapere quanto consuma un condizionatore dual split, deve considerare che sarà inevitabilmente più energivoro rispetto a un modello monosplit di pari rendimento. Lo stesso vale per la potenza di raffreddamento espressa in BTU, un parametro strettamente legato al consumo energetico del condizionatore. In media, un dispositivo dual split da 9000 BTU consuma circa 750 wattora, ovvero 0,75 kWh, mentre un modello da 12000 circa 1050 wattora o 1,05 kWh.

Inoltre, bisogna considerare anche le caratteristiche del luogo da raffrescare e dell’ambiente esterno, ossia la differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno della casa, oltre al grado di isolamento termico dell’edificio che si desidera raffreddare. Il consumo medio del condizionatore è di circa 450 KWh all'anno, ovvero 450.000 watt l’anno, ma ovviamente si tratta di un valore indicativo e soggetto a variazioni considerevoli.

Per conoscere i consumi del proprio condizionatore basta consultare il manuale d’uso del proprio dispositivo, dove è riportata la potenza consumata dal dispositivo, oppure verificare la scheda informativa presente sullo split o le indicazioni contenute nell’etichetta energetica. In media, questi impianti domestici di raffrescamento hanno una potenza compresa tra 300 e 1.000 watt, in questo è possibile calcolare quanto consuma un condizionatore in un’ora, ovvero da 0,3 a 1 kWh.

Quanto costa tenere accesa l’aria condizionata?

Una volta scoperta la potenza del proprio impianto di raffrescamento, per conoscere quanto consuma un condizionatore in euro basta moltiplicare i dati sul consumo di energia elettrica per il costo dell’elettricità al kWh. Considerando una media di 0,50 euro al kWh, si ottiene una spesa da 0,15 a 0,50 euro al kWh. Ovviamente si tratta di cifre indicative, in quanto anche quando è attivo il condizionatore non funziona sempre alla massima potenza, inoltre si potrebbe pagare un costo più alto o basso per l’energia elettrica.

A questo punto non rimane che moltiplicare il costo orario del condizionatore per le ore che si mantiene in funzione, ottenendo la spesa da sostenere per raffrescare l’abitazione in estate. Ad esempio, ipotizzando un funzionamento di 6 ore al giorno è possibile stimare un costo giornaliero da 0,9 a 3 euro. Considerando invece l’intera stagione estiva, quindi circa 60 giorni l’anno, la spesa per l’energia per l’aria condizionata in casa può andare da 54 a 180 euro l’anno.

Questi valori sono soggetti alla tariffa elettrica, ovvero al prezzo per la componente energia applicato dal proprio fornitore nel mercato libero. Anche una piccola riduzione sul costo al kWh dell’energia elettrica comporta un risparmio considerevole sul mantenimento del condizionatore, inoltre attraverso il decreto energia 2022 sono state introdotte numerose misure di sostegno per famiglie e imprese, tra cui il rafforzamento del bonus sociale e la rateizzazione delle bollette alle aziende.

Come risparmiare sul consumo del condizionatore d’aria

Per diminuire il consumo del condizionatore, riducendo quindi anche le emissioni di gas serra e i costi della bolletta della luce, esistono alcuni accorgimenti importanti da seguire per il risparmio energetico. Ad ogni modo, è fondamentale anche pagare un prezzo conveniente per l’energia elettrica, con l’opportunità di scegliere una fornitura elettrica con una tariffa vantaggiosa ed energia prodotta da fonti rinnovabili con benefici sia per l’ambiente sia per il portafoglio.

Quando accendere il condizionatore?

Il condizionatore deve essere utilizzato in modo intelligente e responsabile, per massimizzarne il rendimento e minimizzare i costi per l’elettricità. In questo caso, è preferibile far ricorso ai climatizzatori solo durante le ore più calde della giornata, evitando di tenerli accesi tutto il giorno.

Spesso, quando si rincasa e si trova l’appartamento caldo si tende a mettere il condizionatore al massimo, ricorrendo alla modalità di raffrescamento rapido, talora indicata come modalità “turbo” in alcuni modelli o “fast” in altri. Una buona abitudine è programmare gli orari di accensione e spegnimento sfruttando il timer presente sul dispositivo, per evitare l’utilizzo di queste modalità che consumano molta energia.

Come regolare la temperatura del condizionatore

Il segreto per ridurre il consumo del condizionatore d’aria è non esagerare con le temperature troppo basse. Per avere un’idea, si può dare uno sguardo alle norme che regolano la temperatura dell’aria condizionata in ufficio. Secondo la legislazione vigente, la temperatura interna non dovrebbe mai andare al di sotto dei 26 gradi, con una tolleranza di 2 gradi, quindi in teoria non si dovrebbe mai impostare il termostato al di sotto dei 24 gradi.

Inoltre, secondo l’OMS, tra la temperatura interna e la temperatura esterna non dovrebbe mai esserci una differenza maggiore di 7-8°C. In altre parole, se la temperatura esterna è di 35°C, la temperatura interna non dovrebbe essere inferiore ai 28°C. Questo accorgimento, oltre a salvaguardare l’ambiente e ridurre i costi in bolletta, consente di tutelare la salute, evitando di esporsi a sbalzi di temperatura eccessivi quando si passa dall’ambiente interno a quello esterno.

Un’altra accortezza è evitare di tenere porte e finestre aperte durante l’uso dei condizionatori. Si tratta di un vero e proprio spreco di energia, ad ogni modo se si ha la sensazione che l’aria sia viziata probabilmente è giunto il momento di spegnerli e far cambiare l'aria in tutta la casa, magari sfruttando le ore più fresche, generalmente quelle serali o al mattino presto.

Molti climatizzatori hanno ormai una modalità ECO o Energy Saving. Se le giornate non sono troppo calde non occorre mettere il climatizzatore alla massima potenza, sfruttando un funzionamento più ecologico e meno energivoro per usufruire di un fresco gradevole senza un consumo eccessivo di energia elettrica.

L’importanza della classe energetica

Un altro fattore da considerare, che incide sui costi in bolletta, è la classe energetica del condizionatore. L’acquisto di un condizionatore di ultima generazione può contribuire ad abbassare il costo della bolletta, infatti più è alta la classe energetica del climatizzatore minori saranno i consumi elettrici. Ad esempio, se un condizionatore di classe A ha un consumo medio di 160 kWh l’anno, un dispositivo di classe G può arrivare a 430 kWh l’anno.

Acquistare un climatizzare a basso consumo

Anche con i dovuti accorgimenti, utilizzare il climatizzatore in estate è sempre una necessità, soprattutto per poter riposare bene la notte e godersi il fresco della propria abitazione nelle ore più calde. Per ridurre il consumo di questo impianto è importante scegliere un condizionatore ad alta efficienza e basso consumo, un dispositivo della migliore classe energetica possibile e dotato di tecnologie evolute di raffrescamento.

Ad esempio, per una climatizzazione estiva sostenibile della casa è possibile scegliere CLIMA2A, il servizio tutto compreso di A2A Energia che offre un’ampia scelta di climatizzatori Samsung di ultima generazione con pompa di calore, quindi in grado sia di raffrescare sia di riscaldare gli ambienti. Con CLIMA2A sono inclusi anche il sopralluogo e l’installazione del climatizzatore, con la possibilità di rateizzazione in comode rate a tasso zero. E se scegli le 36 rate la prima la paghi dopo tre mesi! In più, grazie all'Ecobonus puoi detrarre dall'IRPEF il 50% del prezzo totale in 10 anni.
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