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Isolamento termico della casa: da dove iniziare prima dell’inverno

Isolamento termico della casa - A2A Energia

L’isolamento termico della casa è l’insieme di soluzioni che riducono lo scambio di calore tra gli ambienti interni e l’esterno, limitando le dispersioni in inverno e aiutando a mantenere una temperatura più stabile in ogni stagione.

In una casa poco isolata, infatti, buona parte del calore prodotto dalla caldaia se ne va attraverso le pareti, il tetto, i pavimenti o gli infissi. Ogni superficie che separa l'interno dall'esterno può essere un punto di dispersione. Vale anche d'estate, quando il caldo esterno entra invece di restare fuori.

L’isolamento termico non consiste in un solo intervento, ma comprende diverse strategie che agiscono sull'involucro dell'edificio. Con i materiali giusti e interventi mirati, è possibile ridurre la dispersione termica, stabilizzare la temperatura interna e consumare meno energia. Vediamo come.

Cos’è l’isolamento termico della casa e a cosa serve?

L’isolamento termico, detto anche coibentazione, consiste nel posizionare uno strato di materiale isolante sulle superfici che separano gli spazi riscaldati dall’esterno. Più precisamente può interessare: 

  • pareti
  • tetto
  • solai
  • pavimenti sopra garage o cantine.

I vantaggi non riguardano solo il riscaldamento invernale. Un buon isolamento termico:

  • riduce anche il surriscaldamento estivo
  • migliora il comfort acustico
  • aiuta a eliminare la formazione di umidità, muffe e condensa sulle pareti fredde. 

È un intervento di efficientamento energetico, ma anche di risanamento dell’abitazione.

Come capire se la casa disperde calore?

La dispersione di calore è un tema particolarmente rilevante per chi abita in edifici costruiti prima del 1977, anno in cui entrarono in vigore le prime norme italiane sul contenimento energetico. Negli edifici più vecchi, secondo l’ENEA, oltre il 25% del calore prodotto all'interno si disperde attraverso le pareti esterne o i solai che separano locali riscaldati da quelli non riscaldati. Alcuni segnali sono facilmente riconoscibili anche senza una diagnosi tecnica:

  • pareti fredde al tatto, soprattutto in corrispondenza di angoli e pilastri: spesso sono sintomo di ponti termici, zone dove l'isolamento è assente o discontinuo
  • condensa sui vetri o sulle superfici verticali
  • comparsa di muffa negli angoli o dietro i mobili
  • spifferi percepibili vicino a porte e finestre
  • la temperatura cala o sale rapidamente appena si spegne il riscaldamento d’inverno o il condizionatore d’estate.

Per una diagnosi precisa il metodo più affidabile è la termografia infrarossa, un'indagine con termocamera che aiuta a individuare esattamente dove il calore si disperde. Il test blower door, invece, misura la tenuta all’aria dell’edificio, aiutando a individuare spifferi e perdite. Entrambi richiedono un tecnico, ma permettono di capire dove intervenire davvero invece di procedere per tentativi.

Come isolare termicamente le pareti di una casa?

Per l'isolamento termico delle pareti ci sono tre strade principali: 

  • intervenire dall'esterno con il cappotto
  • lavorare dall'interno con una controparete
  • se la parete ha già uno spazio vuoto dentro, riempire l'intercapedine con materiale isolante. 

In tutti i casi si usano materiali isolanti di origine:

  • organica, come sughero, cellulosa o fibra di legno 
  • sintetica, come fibra di vetro, polistirene e poliuretano, in forma di pannelli rigidi, materassini, feltri o sfusi. 

In alcuni edifici, soprattutto storici o con pareti umide, va valutata anche la compatibilità tra i materiali isolanti e muratura.

Ogni soluzione ha vantaggi e limiti diversi. La scelta dipende da molti fattori ed è per questo che prima di decidere è sempre consigliabile affidarsi a un tecnico qualificato che esegua una diagnosi energetica

Vediamo nel dettaglio le opzioni principali.

Cappotto termico e isolamento delle pareti esterne

Il cappotto esterno è, secondo l'ENEA, una delle soluzioni più efficaci per isolare termicamente un edificio. Consiste nell'applicare pannelli isolanti sull'intera facciata, poi rifiniti con uno strato protettivo. Copre tutta la superficie esterna in modo continuo, eliminando i ponti termici e preservando la superficie abitabile interna.

È l'intervento ideale quando è già previsto un rifacimento della facciata perché richiede ponteggi e, in contesti condominiali, il consenso dell'assemblea. Nei casi in cui l’involucro diventa molto più ermetico, può essere utile valutare anche una ventilazione meccanica controllata per garantire il ricambio d’aria e ridurre il rischio di umidità.

Isolamento termico interno di pareti e muri

Quando il cappotto esterno non è praticabile, per vincoli architettonici, condominiali o di budget, si può intervenire dall'interno. Si realizza una controparete addossata alla muratura esistente, con uno strato isolante tra la parete originale e il rivestimento in cartongesso.

È un intervento meno invasivo, realizzabile anche su una singola stanza o una singola parete, senza ponteggi e senza autorizzazioni condominiali. Lo svantaggio è la riduzione dello spazio abitabile: lo spessore aggiunto varia in genere tra 8 e 15 centimetri.

Isolamento in intercapedine e insufflaggio

Molti edifici costruiti tra gli anni Cinquanta e gli anni Novanta hanno pareti composte da due strati di muratura con uno spazio vuoto in mezzo: l'intercapedine. Quando questa è presente, si può intervenire con l'insufflaggio: si praticano piccoli fori nell'intonaco attraverso cui viene iniettato materiale isolante sfuso.

Il materiale riempie lo spazio già esistente dentro la parete, senza aggiungere spessore né ridurre la superficie delle stanze. L'intervento è rapido, non è però applicabile a tutti gli edifici: serve prima verificare che l'intercapedine esista e che sia in buone condizioni.

Come isolare tetto e solaio?

Il calore non si disperde solo dalle pareti: tra tutte le superfici della casa, il tetto è spesso quella che disperde più calore in inverno e contribuisce di più al surriscaldamento in estate. Se non è mai stato isolato, è una priorità. Se invece è già isolato ma da più di dieci anni, vale la pena verificarne le condizioni: deve essere asciutto, integro e non aver perso spessore. 

L’intervento  dipende dalla situazione: con un sottotetto non praticabile si posa l'isolante sul pavimento del sottotetto stesso; se è praticabile o c'è una mansarda abitata, si lavora lungo la falda dall'interno o dall'esterno.

Come isolare pavimenti e finestre?

Anche i pavimenti degli appartamenti sopra portici, garage o cantine sono un punto di dispersione: a diretto contatto con ambienti non riscaldati, cedono calore verso il basso. Isolare il soffitto di questi locali risolve il problema senza toccare l'abitazione dall'interno.

Le finestre sono spesso tra i punti più vulnerabili dell’involucro. Gli interventi principali, dal meno al più invasivo:

  • pellicole termiche adesive sul vetro: la soluzione più economica e immediata
  • sostituzione del solo vetro con doppio o triplo strato, se il serramento è ancora in buone condizioni
  • sostituzione completa del serramento: la più costosa, ma anche la più efficace.

Da non trascurare anche il cassonetto delle tapparelle: isolarli con un pannello interno è semplice, poco costoso e fa la differenza.

Come scegliere l’ isolamento termico della casa e da dove iniziare?

La scelta della tipologia di isolamento termico dipende dall'abitazione: com'è costruita, da quanto tempo, se è in condominio, in che condizioni si trova l'involucro.

In generale conviene partire dagli interventi con il miglior rapporto tra costo e beneficio, come serramenti molto inefficienti, cassonetti e isolamento di tetto o solaio, per poi valutare le pareti.

Il consiglio è sempre quello di partire da una diagnosi energetica abbinata a una consulenza con un tecnico qualificato: un'analisi che mostra dove il calore si disperde davvero, e in quale misura, così da investire dove serve davvero.

Come isolare la casa dal freddo con piccoli interventi fai da te?

Non tutti gli interventi richiedono lavori strutturali. Esistono soluzioni accessibili che riducono le dispersioni senza bisogno di un artigiano:

  • guarnizioni adesive in gomma o schiuma lungo i bordi di porte e finestre, per bloccare spifferi e infiltrazioni d'aria
  • kit di isolamento per il cassonetto delle tapparelle
  • schermature esterne come tapparelle e persiane
  • tende termiche o pesanti, che riducono le perdite nelle ore più fredde
  • paraspifferi sul fondo delle porte che danno sull'esterno o su spazi non riscaldati.

Sono soluzioni utili, soprattutto in attesa di interventi più strutturati. Da soli non compensano una casa poco coibentata, ma su edifici già discretamente isolati fanno una differenza concreta sul comfort.

Quanto costa isolare termicamente una casa?

I costi variano in base al tipo di intervento, ai materiali scelti e alla metratura. In linea generale, il cappotto termico è la soluzione più costosa; l'insufflaggio dell'intercapedine quella più economica.

Per qualsiasi intervento, vale la pena verificare gli incentivi fiscali attivi, tra cui il Bonus Ristrutturazione, l'Ecobonus e il Conto Termico 3.0, che possono ridurre significativamente la spesa. Condizioni, aliquote e requisiti cambiano nel tempo: per informazioni aggiornate consulta il sito del GSE o quello dell'Agenzia delle Entrate.

Quanto incide l’isolamento termico della casa sui consumi?

Negli edifici con isolamento termico assente o insufficiente, un intervento ben realizzato può ridurre il consumo di combustibile fino al 40%, secondo i dati ENEA. Il risultato effettivo dipende dalle condizioni di partenza: un edificio già parzialmente coibentato avrà margini diversi rispetto a una casa degli anni Cinquanta priva di interventi. Ma l'impatto dell’isolamento non si limita all'inverno: un buon isolamento riduce anche il fabbisogno di raffrescamento estivo

In più, migliora la classe energetica complessiva dell'abitazione, certificata dall’Attestato di Prestazione Energetica (APE), con effetti positivi anche sul valore dell’immobile.

Per la stagione fredda, però, l'isolamento da solo non basta: i benefici sono maggiori quando anche l’impianto è efficiente. Una caldaia a condensazione di nuova generazione ha un’efficienza superiore rispetto a un impianto vecchio e, abbinata a una casa ben isolata, aiuta a ridurre ulteriormente i consumi. Se stai valutando di intervenire sull’involucro, può essere utile verificare anche lo stato della tua caldaia.

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