Il Piano Transizione 5.0 è uno degli incentivi pensati per il sistema industriale italiano negli ultimi anni.
L’obiettivo è rendere i processi produttivi più efficienti, ridurre i consumi energetici e accompagnare le imprese nella transizione digitale e sostenibile. È nato con questi obiettivi Tuttavia, quando si parla di Piano Transizione 5.0 è importante distinguere due fasi: il credito d’imposta previsto per il biennio 2024-2025 e il Nuovo Piano Transizione 5.0 o Iperammortamento, valido per gli investimenti 2026-2028. Le due misure hanno obiettivi simili, ma funzionano con meccanismi fiscali diversi.
Cos’è il Piano Transizione 5.0 originario e come funzionava?
Il Piano Transizione 5.0 si rivolgeva, nella sua prima configurazione, a tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente da dimensione e settore.
Metteva a disposizione un credito d'imposta fino al 45% per chi investiva in tre ambiti principali:
- beni strumentali avanzati interconnessi ai sistemi aziendali;
- impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo;
- formazione del personale su temi legati alla transizione energetica e digitale.
Dopo le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, per gli investimenti fino a 10 milioni di euro l’agevolazione è stata articolata su aliquote del 35%, 40% e 45%, in base al livello di riduzione dei consumi energetici conseguita.
Tra i beni agevolabili rientravano anche software, sistemi, piattaforme e applicazioni utili:
- al monitoraggio continuo dei consumi energetici
- alla visualizzazione dell’energia autoprodotta e autoconsumata
- alla gestione più efficiente degli impianti.
Il filo conduttore era uno solo: dimostrare un risparmio energetico misurabile, almeno il 3% sull'intera struttura produttiva o il 5% sul singolo processo interessato dall'investimento. Senza quel risultato, nessun beneficio.
Il risparmio doveva, inoltre, essere supportato da certificazioni tecniche ex ante ed ex post, cioè prima e dopo la realizzazione dell’investimento.
Nuovo Piano Transizione 5.0: cosa cambia con l’Iperammortamento 2026
Il periodo di ammissibilità degli investimenti del Piano Transizione 5.0 originario si è chiuso il 31 dicembre 2025, mentre alcune procedure e l’utilizzo dei crediti proseguono nel 2026.
Dal 1° gennaio 2026 è attivo il Nuovo Piano Transizione 5.0, che copre gli investimenti fino al 30 settembre 2028. La logica di fondo rimane quella di sempre: sostenere chi investe in innovazione con l'obiettivo di migliorare l'efficienza energetica e la competitività. Cambiano invece il meccanismo, gli adempimenti e alcune categorie di beni agevolabili.
Una delle novità più rilevanti è che il credito d'imposta lascia il posto all’Iperammortamento, uno strumento fiscale che permette di dedurre dalle imposte sui redditi una quota maggiorata del costo dei beni acquistati.
Un’altra indicazione importante riguarda i software. Per i beni immateriali, è necessario verificare che il software rientri tra quelli agevolabili e che siano rispettati i requisiti previsti dalla misura.
Sul fronte degli adempimenti, il nuovo schema prevede comunicazioni tramite il portale GSE nelle diverse fasi dell’investimento: comunicazione preventiva, comunicazione di conferma e comunicazione di completamento. La conformità dei beni deve essere supportata da perizia tecnica asseverata e certificazione contabile.
Differenze tra Piano Transizione 5.0 e Iperammortamento 2026
Il Piano Transizione 5.0 originario e l’Iperammortamento 2026, come detto, hanno obiettivi simili, ma funzionano con regole diverse.
Per chiarire meglio le principali differenze tra le due misure, nella tabella seguente sono messi a confronto periodo di riferimento, tipo di agevolazione, modalità di utilizzo, requisiti e documentazione richiesta.
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Aspetto |
Piano Transizione 5.0 2024-2025 |
Nuovo Piano Transizione 5.0 - Iperammortamento 2026-2028 |
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Periodo di riferimento |
Progetti avviati dal 1° gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025 |
Investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 |
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Tipo di agevolazione |
Credito d’imposta |
Maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni |
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Modalità di utilizzo |
Compensazione tramite modello F24 |
Deduzione maggiorata attraverso quote di ammortamento o canoni di leasing |
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Investimenti agevolabili |
Beni strumentali 4.0, impianti per autoproduzione da fonti rinnovabili e formazione |
Beni materiali e immateriali strumentali nuovi, impianti per autoproduzione da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo |
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Requisito principale |
Riduzione dei consumi energetici pari almeno al 3% sulla struttura produttiva o al 5% sul processo interessato |
Ammissibilità dei beni, interconnessione o entrata in esercizio, comunicazioni GSE e documentazione richiesta |
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Misura del beneficio |
Credito d’imposta fino al 45%, in base a investimento e risparmio energetico |
Maggiorazione del costo pari al 180%, 100% o 50%, in base alla quota di investimento |
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Accesso alla misura |
Procedura tramite portale GSE, con comunicazioni e certificazioni legate al progetto |
Procedura tramite piattaforma GSE in tre fasi: comunicazione preventiva, comunicazione di conferma e comunicazione di completamento |
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Documentazione |
Certificazioni tecniche ex ante ed ex post, oltre alla documentazione contabile richiesta |
Perizia tecnica asseverata o certificazione di conformità e certificazione contabile |
Come richiedere il Piano Transizione 5.0 e Iperammortamento tramite il GSE?
Se la tua azienda ha effettuato prenotazioni nell'ambito del Piano Transizione 5.0 2024-2025, il primo passo è verificare direttamente sul portale del GSE lo stato della propria posizione e l'ammontare del credito d'imposta comunicato.
Secondo gli aggiornamenti del GSE, le risorse dei Piani Transizione 5.0 e Transizione 4.0 risultano esaurite. Le imprese possono comunque continuare a inviare comunicazioni di prenotazione: in caso di nuova disponibilità, il GSE ne darà comunicazione secondo l’ordine cronologico di trasmissione delle domande.
Per i nuovi investimenti collegati all’Iperammortamento, la piattaforma GSE per la prenotazione delle agevolazioni è operativa dal 12 giugno 2026. Prima di procedere, è quindi necessario verificare l’ammissibilità degli investimenti e predisporre correttamente la documentazione richiesta.
Quali sono i prossimi step per le aziende interessate
Prima di avviare una nuova richiesta, è consigliabile verificare tre aspetti:
- lo stato delle risorse disponibili
- l’effettiva ammissibilità degli investimenti
- i requisiti previsti dalla procedura.
Per prendere decisioni informate e restare aggiornati su tutte le evoluzioni sul Piano Transizione 5.0 e l'Iperammortamento ci sono i portali del GSE e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove vengono pubblicati decreti attuativi, FAQ e aggiornamenti operativi.
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